Parliamo di Sci-fi: Ghost in the Shell


Ho chiesto nel gruppo facebook di Evangelion Italian Fan, durante un video live, se potesse interessare una serie di articoli e video sulle più importanti opere animate cui il punto di forza risiede nella propria capacità di infondere nello spettatore significati profondi o particolarmente ricercati quali, ad esempio, la ricerca di sé stessi.

Beh, il risultato è questo!

Ghost in the Shell

Nato dalla mano di Shirow Masamune nel 1989, Ghost in the Shell (GITS) è oggi una istituzione dell’animazione giapponese. Ambientato nella futuristica visione degli ’80 del XXI° secolo, GITS è un thriller fantascientifico a sfondo poliziesco che racconta le vicende della Sezione 9 Pubblica Sicurezza. La serie è nata dapprima come manga, serializzato su Young Magazine nel 1989, per poi trovare seguito con i due volumi unici Ghost in the Shell 2: ManMachine Interface nel 2001 e Ghost in the Shell 1.5: Human-Error Processor nel 2003. Nel 1995 è stato prodotto il primo lungometraggio animato basato sul manga di Masamune, Ghost in the Shell, cui fa seguito Ghost in the Shell: L’attacco dei cyborg, entrambi a cura di Mamoru Oshii. Nel 2002 vede la luce anche la serie animata GITS: Stand Alone Complex, seguito da Stand Alone Complex: The 2nd GIG nel 2004, per la regia di Kenji Kamiyama.

Evidenzio che tutte le opere di Ghost in the Shell sono visionabili su VVVVID a questi indirizzi:

Where does the ocean go?

La saga di Ghost in the Shell si basa sulla negazione del Dualismo Cartesiano, ossia un concetto basato su due elementi: res cogitans e res extensa, rispettivamente realtà psichica e realtà fisica percepita: in tutte le opere inerenti a GITS, si fa continuamente riferimento al Ghost, ma di cosa si tratta? In parole “semplici”, il ghost è considerabile la coscienza di sé stessi. Secondo Shirow Masamune e seguendo le parole del filosofo Koestler, la coscienza (o ghost) si crea quando un sistema diventa particolarmente complesso. Questo significa che l’anima, la coscienza, non risiedono nel cervello, ma bensì in tutto il sistema complesso chiamato corpo. In un’era controllata dalla tecnologia e dove il flusso di informazioni è sotto il controllo di enti pubblici e privati, è difficile credere nell’esistenza dell’anima. Prendete per esempio l’attivazione del vostro profilo social: ne accettate termini e condizioni, e l’ente che ha scritto tale social ha accesso a determinate informazioni sul vostro conto. Ecco, lo stesso concetto viene esteso su scala globale, ma al posto dei social abbiamo corpi cybernetici. Gli esseri viventi sono liberi di cambiare i propri organi naturali con quelli artificiali, dando il via ad una evoluzione non programmata. Le persone possono acquistare bioroidi, robot con tessuti organici che eguagliano in tutto e per tutto gli esseri umani, se non nel fatto che non possiedono un ghost, androidi, robot con fattezze umane, destinati a determinate mansioni e infine i robot veri e propri, che divengono schiavi degli esseri umani.

Analisi di un delitto.

In tutti i media legati a GITS facciamo la conoscenza della Sezione 9 della Polizia, ossia un reparto di pubblica sicurezza che si occupa di casi legati a crimini informatici. Sono attrezzati delle ultime tecnologie per contrastare l’avvento di una pirateria sempre più forte e killer spietati, che non si fermano dinanzi alle più cruciali scelte morali. Tuttavia, essendo questi media completamente separati tra loro, è bene precisare che la squadra della Sezione 9 ha un background differente a seconda del prodotto.

Nei media Ghost in the Shell di Mamoru Oshii non si ha infatti una chiara visione di come i membri siano entrati in contatto con la Sezione 9, ma lo stesso non si può dire dell’universo Stand Alone Complex, in cui viene lasciato, seppur in maniera marginale, spazio alle storie dei personaggi. Procederemo dunque con la presentazione di questi secondo le storie presentare in Stand Alone Complex!

La squadra è formata dal Maggiore Motoko Kusanagi, protagonista della serie, il cui corpo è costituito per la maggior parte da parti artificiali fin da quando era bambina, ex militare dei corpi speciali. Batou, ex ranger di una milizia non meglio precisata e sottoposto del Maggiore fin dai tempi dell’esercito, anch’esso presenta un corpo quasi completamente artificiale, compresi gli occhi, che sono le parti più evidenti. Togusa, ultimo acquisto della squadra ed ex detective della polizia, famoso per la sua incorruttibilità e per il fatto che il suo corpo è quasi interamente umano, ad eccezione di alcune parti del cervello. Ishikawa, esperto informatico del gruppo, lavora nelle retrovie per supportare il team nelle operazioni e ricopre una posizione vitale per la reperiribilità di informazioni nella rete. Saito, cecchino, possiede un occhio cybernetico capace di collegarsi con i sistemi satellitari per ottenere tiri perfetti. Pazu, lo troviamo spesso al fianco di Saito: anch’esso cecchino eccellente, ex militare e dai modi bruschi. Infine troviamo Borma, di cui sappiamo solo che è lo specialista in fatto di esplosivi e che è un ex militare delle Forze di Autodifesa giapponesi. Ultimo, ma non di certo per importanza, troviamo il capo della Sezione 9: Daisuke Aramaki. Come Togusa, ha il corpo quasi completamente umano ad eccezione del cervello. È alle dirette dipendenze del Primo Ministro giapponese.

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I membri della Sezione 9 nella serie Stand Alone Complex.

 

 

La chiave per apprezzare GITS, è aprire la mente ad uno scenario ben più complesso di quello presentato, esattamente come per Neon Genesis Evangelion. Non è necessario conoscere termini o concetti filosofici, perchè la serie ci guida alla perfezione nello svolgimento degli eventi. Leggermente più complesso sarà seguire invece i film, dove un occhio meno attento vi costerà una godibilità meno parsimoniosa del lungometraggio. La trama presenta un’infinità di colpi di scena, combattimenti e scontri che non solo sono fatti ad arte, ma sono anche coreografati così bene da sembrare un film di produzione hollywoodiana. Le colonne sonore raggiungono l’epicità delle scene presentate, garantendo più volte la comparsa della pelle d’oca di fronte alle scene più importanti. Tra le OST più famose e cliccate del web troviamo Making of a Cyborg (tratta dal primo lungometraggio), Run Rabbit Junk(cantata da Hyde, cantante e frontman dei L’Arc-en-Ciel), Velveteen (cantata dalla bravissima Ilaria Graziano), Lithium Flower (Scott Matthew) e, infine, la opening della prima serie animata Inner Universe (cantata da Origa). Le OST presentano un buon mix di musica elettrica, alternative rock (di cui Run Rabbit Junk), lirica, ed non mancano i toni cupi, che accompagnano perfettamente lo svolgersi degli eventi.

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I film di Mamoru Oshii propongono non solo una meravigliosa esperienza visiva, ma sopratutto una esperienza immersiva capace di immedesimare lo spettatore nella comprensione di noi stessi. La ricerca del significato dietro la nostra esistenza, dietro i gesti che compiamo ogni giorno, dietro l’incapacità di noi esseri umani di dare risposte a quesiti senza tempo. Cos’è l’anima? Cos’è la coscienza?

Cos’è il ghost?

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Let me tell you something.

Ghost in the Shell propone temi così ben strutturati da aver ispirato i fratelli Wachowski nella creazione di Matrix, la famosissima saga cyberpunk. Le strutture metropolitane sono fortemente ispirate alla cultura cinese e giapponese, pur mantenendo una spettacolare sobrietà, e rimangono sempre fedeli al contesto futuristico. La regia dei film e della serie animata riesce sempre a dare ottimo contrasto ai colori cupi e scene ricche di colore, come per sottolineare il sottile confine che separa le realtà trattate. Nonostante lo sfondo sci-fi, Ghost in the Shell presenta temi fortemente attuali, quali la crescente e costante dipendenza dai sistemi informatici, dalla tecnologia, povertà e ricchezza estremi, ma sopratutto l’indifferenza con cui questi temi vengono trattati. Ed proprio sulle note di I can’t be cool, nonchè sulle parole della fantastica Ilaria Graziano, che si esplicita la critica all’indifferenza di cui il mondo moderno è pieno.

Grazie a Dynit e Nexo Digital, Ghost in the Shell è stato portato al cinema grazie alla GITS Night nel 2014 e successivamente con la serata dedicata a GITS: Arise, “prequel” spirituale che mi sento in dovere di cestinare senza nemmeno parlarne, ma salvandone OST e animazioni.

Il 30 Marzo 2017, verrà inoltre rilasciato il film live action Ghost in the Shell, cui la regia è affidata a Rupert Sanders. Ma parliamo un po’ di cosa ci aspettiamo da questo!

Retroscena

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Meravigliosa scena ispirata a quella di Making of Cyborg, tratta da Ghost in the Shell di Mamoru Oshii (1995)

Nell’ormai lontano 2008, la Dreamworks (appartenente, tra le altre cose, a Steven Spielberg) acquistò i diritti per la realizzazione di questo lungometraggio. Solo 6 anni dopo, nel 2014, venne affidato l’incarico di dirigere la sceneggiatura di Jonathan Herman e  Jamie Ross a Rupert Sanders. Le riprese iniziano nel 2016 e vedono come protagoniste delle riprese la Nuova Zelanda e Hong Kong, particolarmente adatta all’atmosfera cyber-punk.

Il cast è di tutto rispetto, annovera come protagonista (nei panni di Motoko) Scarlett Johansson, Johan Philip Asbaek nei panni di Batou e, nelle vesti di Aramaki, nientemeno che l’immenso Takeshi Kitano, regista giapponese famosissimo in tutto il mondo.
Secondo quanto affermato dal cast il film dovrebbe essere ambientato nell’11° episodio della serie 2nd GiG, ma credo che basti vedere il trailer ufficiale per capire che, in verità, siano state usate scene tratte dai due film di Oshii e dalle serie di Kamiyama per creare questo lungometraggio.

Dal momento dell’annncio del film ad oggi, le critiche nella rete sono esplose: chi (come me) è in una condizione di hype incalcolabile, chi invece odia il film, ancor prima che debba uscire. È ovvio che ci possa essere della preoccupazione riguardo il risultato finale, rispetto all’opera originale ma, seriamente…deve ancora uscire, suvvia!

Aggiornamento.

Ok no, il film ha fatto schifo.

  • Mattia

    Lo sfondo scuro e la piccolezza delle lettere rende più pesante la lettura

  • floop

    vero, si legge male però bel articolo

  • Diego_social

    Il film mette ansia e hype in modo a dir poco inquietante!

  • Samuel

    Sono assolutamente d’accordo con te per quanto riguarda il film. Non solo nella community italiana ma ovunque sono esplose più le critiche supponenti e puntigliose che le manifestazioni di gioia e eccitazione a riguardo, e questo mi rattrista molto, prima di tutto perchè il film non è ancora uscito, quindi non si può pregiudicarlo in questo modo. Secondariamente, perchè questi eventi vengono spesso sfruttati da certi individui come pretesto per mettere in mostra le proprie conoscenze e se stessi, e questo viene fatto analizzando il trailer e dalle informazioni desunte screditandolo per ogni singola cosa in cui differisce dall’opera originale. E giù ad attaccarsi a elementi superflui, come ( faccio un esempio stupido ):” Quando X esce dalla stanza mette prima il piede destro davanti al sinistro, e invece nell’opera originale metteva prima il sinistro davanti al destro, QUINDI il film farà schifo.”
    Io personalmente sono saltato sull’hype train a velocità supersonica e non vedo l’ora che esca!

  • Gabriele Natalini

    Comunque ritengo che tutta la serie di Arise sia molto bella anche se non mi sembra molto coerente con le storie dei personaggi e come vengono spiegate per tutto SAC. Detto questo non vedo l’ora di poter assaporare il film sia che uscirà un capolavoro sia che vada tutto in fumo! Hype”