20 candeline per The End of Evangelion

Ebbene si, dopo il ventennale di Neon Genesis Evangelion, che abbiamo omaggiato al Lucca Comics & Games 2015 su invito dell’organizzazione di Lucca stessa, con l’Evangelion Day, è il momento di festeggiare un altro importantissimo anniversario.

Il ventennale di The End of Evangelion.

Il 19/07/1997 usciva nelle sale cinematografiche giapponesi il primo lungometraggio di Evangelion, suddiviso (come ben sappiamo) in due parti:

Love is Destructive e One More Final: I need you.

Come oggi chiunque saprà, le due parti vennero realizzate non solo con i titoli sopracitati, ma bensì con la numerazione 25′ e 26′, come a sostituire per intero gli ultimi due episodi della serie animata.

Se vi chiedete perché l’articolo non sia uscito il 19/07, la risposta è molto molto semplice. 

Mi sono dimenticato di impostare la pubblicazione automatica mentre ero a lavoro…

Genesi

A lungo abbiamo lavorato per scoprire i dettagli circa la realizzazione di The End of Evangelion e la reale intenzione di Anno nel creare questo lungometraggio. Si passa dunque per The Lost Numbers, presentato in anteprima alla Evangelion Exhibition di Treviso e curata da Nipponbashi, poi successivamente perfezionata e portata al Lucca Comics. Lavoro importante (sia per mole di ore che per impatto) che ci ha concesso di far arrivare il nostro nome oltreoceano e di far conoscere EIF in tutto il mondo.

Quelle di The Lost Numbers sono ovviamente mere speculazioni, e per chi non sapesse di cosa sto parlando, ecco un breve excursus:

The Lost Numbers altro non è che l’analisi tecnica dei contenuti tratti dalla Renewal of Evangelion, cofanetto di tiratura molto più che limitata, mai rilasciata all’infuori del Giappone e che vanta contenuti tutt’ora esclusivi di quest’edizione. Alcuni di essi sono stati tuttavia riproposti per la versione Blu-ray. Grazie al confronto e alla analisi tecnica tra la Renewal e le versioni regolari rilasciate prima e dopo di questa, giungemmo alla conclusione che The End of Evangelion venne realizzato già durante la realizzazione dell’anime.

Invito a leggere l’articolo in proposito e linkato più sopra per ulteriori delucidazioni.

Dunque, come scritto poc’anzi, mere speculazioni. Tuttavia, un signore ci ha aiutati nel riuscire a capire cosa ci fu dietro la creazione di The End of Evangelion. Ed è qui che viene in nostro aiuto Michael House.

Il signor House altri non è che colui che curò tutte le traduzioni pubblicitarie e multimediali di Evangelion dal 1990 al 2000. Una persona vicina a Gainax dunque, che ebbe la possibilità di vivere fianco a fianco con doppiatori, animatori e altre importanti personalità dello staff.

Grazie all’intervista che rilasciò prima a Gwern.net e successivamente a noi, siamo risciti a scoprire qualcosa di più circa la nascita di The End of Evangelion. Eccone un breve estratto:

 -Seele
Viene quasi da pensare che le voci sul budget fossero vere. Ma in giro si parla anche di 65.000 di budget per ogni episodio. Insomma, qui le cose discordano parecchio. Cosa ne pensi?

-Michael
Davvero, più di questo non saprei dire. So per certo che Death & Rebirth furono programmati per essere inseriti nelle fasi finali della serie, ma non saprei dire il perché vennero successivamente posposti solo al termine di questa. Per come la vedo io e per quello che so, al tempo non era stato ovviamente completato lo storyboard di D&R, quindi deduco che decisero di rilasciarlo in seguito per questo motivo. Anche perché, inizialmente e da quel che ricordo, D&R avrebbero dovuto dare un apporto alla serie, e non al finale di questa, dando un senso all’arco narrativo. Ricordo inoltre che Anno ha tentato fino alla fine di realizzare Evangelion secondo la sua visione, seguendo dunque il suo processo artistico. Purtroppo (o per fortuna), decise di lasciar perdere, accettando le proposte di tutto lo staff e dando forma al Progetto per il Perfezionamento dell’Uomo così come lo dovuto concludere la serie. Non avendo tempo per animare e completare lo storyboard, immagino che quello che tutti conosciamo oggi, sia la sua originale visione della cosa.

Insomma, riusciamo grazie alle sue parole ad avere una visione più complessa della cosa. Tutt’oggi risulta quasi inutile trattare delle reali motivazioni che hanno spinto il caro Hideaki Anno a creare The End of Evangelion, ma di certo possiamo scartare a priori la storia delle lettere minatorie.

Sfatiamo una volta per tutte questo mito nato sulla rete. Delle lettere e delle mail ricevute in casa Gainax, solo 3 possono essere considerate tali. Due di queste sono lettere minatorie, una invece è una espressione di odio nei confronti dello studio.

La maggior parte delle parole espresse nei confronti della serie, del film e dello studio, altro non sono che parole di incoraggiamento e qui di seguito ne presentiamo alcune tradotte:

ikid3655@mb.infoterm.ne.jp

Merda, Gainax! Avete creato qualcosa di assolutamente incredibile!
Voglio dire, è assolutamente eccezionale, perché non lo avete completato?!
Non vedo l’ora che sia estate, vi prego, rilasciate il resto per la Golden Week!

amada@mxp.meshnet.or.jp

Fantastico! Rebirth è assolutamente una opera eccezionale! Anche dopo svariati giorni, non faccio che pensare a questo film, mi ha sbalordito! È incredibile come questo film riesca a trattare di tematiche così cupe e profonde.
Shinji cade nella disperazione e l’arroganza di Asuka altro non si rivela che un tentativo di fuga dall’oscurità che si cela nel suo cuore. Quest’opera parla di persone che hanno problemi a rapportarsi con i propri sentimenti e così, a modo loro, ne manifestano le difficoltà: Shinji raggiunge un totale collasso mentale ed autodistruggendosi, Asuka mascherando le proprie debolezze con la propria arroganza.

Fonte: Evageeks.

Queste sono solo due delle lettere arrivate alla redazione Gainax, potrete trovarne altre al link che ho lasciato qui sopra, ma credo che mi ritaglierò un pochino di tempo per poter tradurre tutte le lettere di dominio pubblico.

Intermezzo – Decostruzione

Intervista ad Hideaki Anno, pubblicata su Newtype il 10 Maggio 1996.

Lo script per l’episodio finale non era ancora stato completato. Lo sarebbe stato solo la settimana successiva. Fondamentalmente, rimanevano solo 3 giorni alla scadenza del progetto. A conti fatti, non mi erano necessari script o scene pronte, non mi servivano disegni per rappresentare la mia visione delle cose. In verità, mi sarei accontentato di presentare il tutto a parole. Lo avrei fatto io stesso, ma purtroppo l’idea venne scartata. Senza i cel*, siamo dovuti ricorrere bozze utilizzate per lo storyboard. Non si trattava di avere tempo  a disposizione per realizzare il tutto, ci siamo semplicemente ritrovati a utilizzare cel senza animazioni. Alla fine, i Cel sono semplici rappresentazioni. Dopo aver disegnato Asuka con un semplice pennarello e dopo che Yuko Miyamura le diede la voce, capimmo di aver creato una Asuka più azzeccata che mai. Arrivai quasi a detestare me stesso per aver sprecato tanto tempo nella preparazione dei cel.
[…] Un cartone animato è composto da semplici segni, quindi per principio è la creazione di un mondo fittizio, giusto? Nient’altro che una illusione ottica. Nessuno direbbe mai che si tratta di un documentario. Integrare il concetto di documentario all’interno di un film, questo mi fa sentire “vivo”. La decostruzione di questi simboli, di questi segni, trovo siano rari nell’animazione proposta in TV. Quando abbiamo reso pubblici i nostri disegni, molti nel mondo dell’animazione hanno criticato il nostro lavoro dicendo che fosse scadente, anche se trovo che fosse impossibile considerarlo tale.

*Cel = rodovetri, fogli lucidi di acetato utilizzati per ricreare animazioni sovrapponendoli a             immagini statiche.

Resa dei conti – Battaglia personale

Si può dire che The End of Evangelion possa essere considerata come una crociata personale di Hideaki Anno e della Gainax intera. Il tentativo di Anno di salvare una industria satura e posta su binari senza direzioni.

Fondamentalmente, Hideaki Anno non ha realizzato nulla di nuovo e questo, un qualsiasi (vero) appassionato di animazione, lo sa. Non ha creato un genere, non ha creato un nuovo tipo di media.

Hideaki Anno, colui che si è definito l’Otaku, colui che irrimediabilmente non riusciva a comunicare nulla al prossimo se non attraverso la creazione di mondi fittizi e di circostanze a lui prossime, ha fatto della propria immensa debolezza, il proprio cavallo di battaglia.

È facile reperire in rete tantissime interviste realizzate con il M° Anno, e nella moltitudine di queste è ancor più facile trovare domande circa le preferenze di Hideaki riguardo l’animazione. Si parla di titoli, certo, ma ancor più di nomi: Tomino, Matsumoto, Miyazaki e via discorrendo.

Hideaki Anno ne ha colto l’eredità. Si tratti di nomi che hanno contribuito a creare generi animati (Mobile Suit Gundam, primo anime real-mecha della storia) e che approntano le proprie basi su tematiche tutt’altro che futili. Tuttavia, Anno è andato oltre.

La debolezza di Anno è stata la sua stessa fortuna: riuscire a comunicare non solo ad un intero paese, ma al mondo intero, ciò che provava, le proprie paure e le proprie delusioni.

Grazie a Neon Genesis Evangelion prima e The End of Evangelion dopo, Hideaki Anno è riuscito a comunicare tutto ciò.
Se Neon Genesis Evangelion rappresenta la denuncia di Anno nei confronti di una società in cui comunicare risulta impossibile, The End of Evangelion assume la forma di un urlo di disperazione, come a voler cercare una via d’uscita da una condizione apparentemente indissolubile.

Eredità

The End of Evangelion incassò al botteghino circa 12 milioni di $, diventando così una delle opere animate più fruttuose del 1997.

Non è tuttavia oro tutto ciò che luccica. Nel Maggio 1998, Gainax rischiò la bancarotta per la condanna di evasione fiscale derivante dagli enormi introiti dati da Evangelion.

Tra il 4 Ottobre 1995 ed il 1997, Gainax  nascose i profitti derivanti dai diritti su Evangelion, evadendo così una cifra di circa 4 milioni e mezzo di Euro (1 miliardo e mezzo di Yen circa). La manovra fu ben calcolata, al fine di risultare insospettabile: Gainax pagò varie commissioni a diversi studi e aziende ad essa associate, ritirandone poi il 90% della somma, per poi depositarlo in conti privati e apparentemente sicuri. Il restante 10% rimase nei conti di queste aziende associate, come “ringraziamento” per la disponibilità.

Nel 1999 vennero arrestati per evasione fiscale Takeshi Sawamura e Yoshikatsu Iwasaki. Yasuhiro Takeda membro fondatore di Gainax, difese le azioni di Sawamura con questo commento:

Sawamura conosceva bene la nostra situazione economica, meglio di chiunque altro. Quando Evangelion riuscì a decollare, capì che [l’evasione] era l’unica cosa da fare per poter garantire un futuro allo studio. Non credo fosse sua intenzione evadere le tasse, quanto più istinto di sopravvivenza e buona fede.

Singolare il fatto che le produzioni post-Evangelion siano giunte a noi grazie ad una frode fiscale.

Negli anni a venire, ben pochi furono i titoli veramente memorabili realizzati da Gainax. Dal 1997 in poi possiamo giusto ricordare 4 titoli in particolare:

  • Le Situazioni di Lui & Lei
  • Abenobashi – Il quartiere commerciale di magia
  • Sfondamento dei cieli Gurrenn Lagann
  • Punta al Top! 2 DieBuster
  • Panty & Stocking with Garterbelt

Solo nel primo di questi troviamo il tocco di Anno (e lo notiamo largamente), dopodiché Gainax cade in un periodo di totale oscurità.
Hideaki Anno fonda lo Studio Khara, Gainax ottiene da Anno la possibilità di sfruttare le royalties su Evangelion per potersi risollevare economicamente e lancia così i progetti Gurenn Lagann, DieBuster e Panty & Stocking.

Titoli che, seppur belli, rimangono prettamente citazionisti. La stessa Gainax subisce fortissime modifiche al proprio organico: dopo l’uscita di scena di Hideaki Anno, anche Imaishi e Ohtsuka lasciano lo studio per fondare Trigger (famoso principalmente per Kill la Kill e Little Witch Academia).

Cosa rimane dunque della gloria di Neon Genesis Evangelion e, ancor più della serie, di The End of Evangelion?

Come era facile aspettarsi, tutto quel che Evangelion è stato nell’arco di questi lunghi anni è rimasto impresso nell’iconica figura di Hideaki Anno. Nessuno, nello staff Gainax o Khara, impersona meglio di lui la nascita, la vita, la morte e la resurrezione di questo franchise.
Nonostante la produzione di questo prodotto abbia sottolineato nomi importanti, come quelli di Sadamoto e Yamashita, solo quello di Anno risulta essere veramente il perno di questo mondo.

Un mondo la cui tutto nasce dalla personalità di un unico individuo, nonostante il lavoro di molteplici persone. Seppur Evangelion abbia vissuto innumerevoli modifiche, Hideaki Anno ha sempre inserito qualcosa di proprio in ognuna di esse.
Ricordiamo, ad esempio, che Shinji come protagonista è nato da un’idea di Sadamoto, mentre lo script originale vedeva al suo posto Asuka. Nonostante ciò, Anno è riuscito a mettere parte di sé stesso in questo personaggio a lui estraneo.

L’eredità di The End of Evangelion vive nel suo stesso creatore e nelle sue produzioni. Basti pensare all’Anima(TOR) Expo del 2014, lanciato da Khara in collaborazione con Dwango al fine di dare visibilità a nuovi registi e produttori.

Lo stesso Anima(TOR) Expo è parte dell’eredità di The End of Evangelion poiché ne condivide lo scopo: salvare l’animazione giapponese.