La visione di Yamashita: The End.

Eccoci finalmente giunti alla fine di questa tortura avventura, la visione di Yamashita, chiamata Sore o Nasumono. È stato un viaggio estenuante, tradurre questo materiale mi ha letteralmente sfiancato, ma grazie a quest’opera ho realizzato come i Rebuild siano stati fortemente influenzati dal lavoro di Yamashita. Il perché lo capirete presto. Molto presto.

Ci eravamo lasciati, nella seconda parte, con la furtiva presenza di Asuka all’esterno della nuova struttura Nerv, dedita alla protezione del personale e dei civili non ancora colpiti dalla piaga che ha colpito l’umanità.


Da sola, fuori dalla struttura Nerv e con indosso l’equipaggiamento di Disturbo Pesante, poteva sentirsi libera dall’etichetta di traditrice. L’equipaggiamento le permetteva di vagare libera tra le rovine della città, senza correre il rischio di contrarre la piaga.

Era sola, intenta a scrutare le immense fiamme che si libravano verso il cielo, quando queste proiettarono l’ombra di una persona intenta ad uscire da uno dei gate sotterranei.

L’individuo si comportava con fare fuggiasco, ma quel che stupì ancor di più Asuka, è che questi non indossava alcun tipo di equipaggiamento di Disturbo.

Questa persona si rivelò essere non altri che Shinji, completamente ignaro del fatto che Asuka fosse lì ad osservarlo. Si incamminò verso un ponte illuminato solo dal fuoco che si ergeva dalle ceneri della città. Procedeva a passo spedito, per poi iniziare una veloce corsa. Inaspettato, considerando il soggetto, Shinji.

Quel che successe subito dopo, scioccò Asuka.

Shinji, correndo come mai nessuno aveva visto prima, fece un salto che lo portò dall’altra parte del muro di fiamme, scomparendo dal suo campo visivo.

Asuka cercò di seguirlo, preoccupata e spaventata dal comportamento. Shinji si era addentrato nella città invasa dai licantropi, completamente disarmato e senza difese, durante la fase di Luna piena.

Asuka cercò di individuare Shinji, senza fortuna, ma vicino a lei apparve un cucciolo di licantropo, e decise di seguirlo. Il cucciolo, trascinando con sé i propri abiti umani, la condusse dal ragazzo.

Quel che vide, la lasciò senza respiro.

Sulla cima di un palazzo crollato, Shinji si ergeva sulla sommità di esso, circondato da licantropi che lo accompagnarono in un ululato diretto verso il buio della notte.

Invece che sentirsi spaventata, Asuka si sentì come presa alla sprovvista da una scena tanto contorta quanto bella, osservando i licantropi accorrere verso il Children con fare giocoso e felice.

Ad un tratto, Shinji le lanciò uno sguardo rasserenante, mentre le lacrime scendevano copiosamente dal suo viso. Quella tranquilla espressione stampata sul visto del ragazzo, sembrava arrivare da tutt’altra persona…il profondo legame che li univa, era ormai andato perso…

Nel frattempo…

All’interno della struttura Nerv, nell’ascensore che porta al Reflector Hole (hangar contenente lo 01 n.d.r) e con al seguito il team di ingegneri, Ritsuko imprecò ferocemente contro il team di manutenzione dell’Eva.

La prego aspetti! Lo 01 è ancora nella seconda fase di raffreddamento, è pericoloso!

Non appena il cancello dell’ascensore si aprì, Ritsuko rivolse lo sguardo verso lo 01

Shinji! Si trova all’interno dello 01?!

Tutti rimasero zitti, e si voltarono verso lo 01.
Come mossi da un movimento sincronizzato, i licantropi all’infuori della struttura si voltarono verso la Luna.

Nessun segnale da parte dell’Unità.

Ancora fermi sul palazzo diroccato, i licantropi non fecero altro che fissare il satellite bianco, silenzioso, che irradiava la Terra della sua pallida luce. Shinji, al centro di questi. Asuka decise, riluttante, di scappar via da quel luogo. Shinji comprese che il suo orgoglio non le avrebbe permesso di rimanere a guardare altro.

Il suo volto assunse un’espressione dai sentimenti contrastanti.
Come a volerla trattenere, allungò il proprio braccio nell’aria, e lo ritirò, seppur inutilmente.
Asuka scomparve, come fosse stato tutto un sogno.


Non posso farlo, Signorina Ritsuko! Urlò Shinji, e continuò:

Non si tratta forse di lavaggio del cervello?!

Shinji si trovava nella sala medica designata ai piloti Eva, restio ad effettuare i test clinici ed accerchiato non solo dallo staff medico, ma anche quello di sicurezza Nerv.

Se le mie ultime memorie venissero cancellate, potrei impazzire! Esclamò.

Shinji! Gli urlò fermamente Ritsuko.

Shinji si zittì, ma non di certo per il fermo rimprovero di Ritsuko. I membri della sicurezza avevano sfoderato e puntato le pistole, indirizzandole verso il ragazzo.

Non aveva altra scelta.


Shinji corse lungo il corridoio per raggiungere Rei.

Oh, Ayanami…!

Quando pose il suo sguardo sul ragazzo, Rei si sentì come scossa da un tremore di disgusto, di ripudio. Si scrollò la mano di Shinji dalla spalla e si allontanò, senza dir nulla.

Qualcosa sta cambiando… Pensò Shinji, tra sé e sé.


Era un giorno particolarmente nuvoloso.
Misato si trovava a capo del Dipartimento di Investigazione Aree Esterne, in un’operazione che vedeva schierati gli Eva 00 e 01 come unità di copertura. I membri del team investigativo stavano prelevando campioni di sangue dalle braccia di diversi licantropi.

Questo distretto non va bene. Asserì un di loro.

Da quando le persone sono diventate così, hanno iniziato ad alimentarsi di qualsiasi cosa gli capiti tra le mani. Questo ambiente le ha esposte alle radiazioni dei rifiuti tossici qui attorno. Disse un membro della squadra.

Rifiuti che si depositano e spargono ovunque. Shinji, Rei, ripulite tutta la zona fino alla riva del fiume. Disse Misato. 

Ricevuto. Rispose Rei.

Aspetti signorina Misato! Questi non sono nemici, sono persone! Urlò Shinji.

Lo so Shinji…Mi dispiace. Tuttavia devi comprendere che dobbiamo tenere sotto controllo questa situazione. Se non lo facciamo, c’è la possibilità che altre persone vengano contaminate e che altre perdano la vita.

Ma…

Lo so…lo so…probabilmente finirò all’inferno per aver giocato il ruolo di Dio in tutto ciò. Il nostro compito, tuttavia, è quello di proteggere le persone…a qualsiasi costo. Odio ammetterlo…ma se non lo facessimo, li condanneremmo soltanto alla propria condizione…e alla morte.

La tremolante mano di Shinji non poté far altro che posizionarsi sulla cloche di comando.

I licantropi guardarono l’Eva, che impugnando il lanciafiamme puntò su di loro.

L’Eva 01 spazzò via qualsiasi cosa, come un Dio funesto e iracondo.

Cosa stiamo proteggendo? Si chiese Shinji, mentre i licantropi cercavano di fuggire alle fiamme.

Nel mentre che le fiamme si facevano spazio, Shinji scorse qualcosa nel mezzo.

Il cucciolo di licantropo che lo seguì qualche notte prima, vestito ancora dei propri abiti umani.

Il cucciolo scomparve tra le fiamme, senza nemmeno rendersi conto di cosa stesse succedendo.


Nella città sperimentale Nerv, Sala Centrale del Comando Operazioni. 

Un monitor mostrava un modello virtuale della radiazione che stava contaminando il pianeta.

Se non è la Luna stessa ad emettere le onde oscillatorie, è forse la sua superficie a rifletterle sulla Terra? Chiese Gendo. 

Senz’altro. Disse Ibuki. Essendo queste onde emesse sotto forma di raggi, calcolarne l’origine è difficile. Fino ad ora ci è stato impossibile capirlo a causa dell’orbita lunare e dell’angolo di incidenza del raggio. Fortunatamente però, siamo riusciti a ristringere il campo e a localizzare approssimativamente la sorgente delle onde. 

Quindi, non ci rimane altro da fare che raggiungerla. Giusto? Concluse Gendo.


Ragazzi….È FINITA.

Non posso credere che tutto questo sia finalmente giunto al termine.

Prima di festeggiare però, dobbiamo passare alla analisi di questo ultimo e faticoso capitolo.

Tengo a precisare che, la seguente analisi, è completamente a discrezione del sottoscritto.

C’è da dire che, concretamente, c’è molto meno materiale da passare in analisi rispetto ai capitoli precedenti, ma ben più WTF rispetto a questi.

Partiamo dalla posizione di Asuka, quella della traditrice: per chi ha letto il primo capitolo (chi non lo ha letto, corra a farlo), fa riferimento alla guerra tra la Nerv tedesca e quella giapponese, che vede dunque Asuka in una posizione scomoda per entrambi gli schieramenti. Da una parte non vuole combattere la Nerv giapponese perché proprio qui possiede legami indissolubili, mentre agli occhi della Nerv giapponese risulta essere una traditrice perché pilota dello 02, nonché pilota tedesco. E poi altri motivi che solo Yamashita può sapere.

Passiamo poi a Shinji. Quando ho letto e tradotto il passo in cui si descrive Shinji come una sorta di…boh, capobranco(?) ho inizialmente sentito un brivido lungo la schiena, ma poi ho come vissuto una sensazione di déjà-vu, avvalorata dalla lettura del paragrafo finale.

Come ormai siamo abituati a fare con Evangelion, ho messo insieme i pezzi.

Seppur in contesti completamente differenti, le idee contenute in Sore o Nasumono vengono riesumate, rielaborate e utilizzate nei Rebuild of Evangelion.

Abbiamo, infatti, due fazioni in guerra in un mondo condotto verso il declino: in Sore o Nasumono abbiamo la Nerv Euro-Germanica e la Nerv Giapponese che si contendono il potere, in Rebuild 3.0 abbiamo invece lo scontro tra Nerv e Wille.

I traditori: in Sore o Nasumono, Asuka veste il ruolo della traditrice nei confronti di entrambe le fazioni, nei Rebuild abbiamo invece (come ben ricorderete) Shinji, il cui posto non appartiene a nessuna di queste. Perché dico che non appartiene a nessuna delle due? Semplicemente perché a lui non interessa minimamente quale fine queste due perseguano, ma unicamente la possibilità di ristabilire l’ordine nel mondo. Allo stesso modo di comporta Asuka in questo breve racconto di Yamashita, in cui non è una traditrice vera e propria, ma bensì una vittima degli eventi, esattamente come Shinji in 3.0.

La perdita della propria umanità: insomma, abbastanza lampante direi. In questo racconto Shinji diventa una sorta di capobranco dei licantropi. Ovviamente non ci è dato sapere il perché o il percome, ma è importante che lo sia e le relative conseguenze! Shinji non abbandona la propria umanità, ma la propria identità come persona. Ora, non so se fosse intenzione di Yamashita o meno, ma dal momento in cui viene presentata la scena di Shinji in compagnia dei licantropi fino a quella in cui fa terra bruciata, ho percepito la volontà di comunicare qualcosa che va ben oltre la (scarsa) profondità del testo.

Comunicare che ciò che ci identifica come persone, non è l’essere umani, ma come ci relazioniamo alle esperienze che viviamo e alle decisioni che dobbiamo prendere.

Questo, per l’appunto, ci riporta ai Rebuild per un semplice motivo: Shinji non è più un essere umano perché in compagnia dei licantropi, ululando assieme a loro. Tuttavia è un essere umano, perché è una persona, come tutti noi. In Rebuild 2.0 e successivamente in 3.0 avviene la medesima cosa: Shinji entra, assieme allo 01, in uno stato di Deificazione. La contaminazione dell’unità lo porta a trascendere la propria umanità e questo, in 3.0, lo trasforma in una bomba ad orologeria se posto ai comandi dello 01.

È interessante notare come, sia in Sore o Nasumono che nei Rebuild, a seguito della propria contaminazione, Shinji venga trattato alla stregua di un traditore da parte di tutti.

In ultima analisi, i viaggi nello spazio. Nonostante Neon Genesis Evangelion sia una delle serie fantascientifiche che più mette in luce fenomeni e cliché scientifici, non ha mai trattato, nemmeno negli storyboard originali, di viaggi nello spazio. Seppur in Sore o Nasumono non si faccia allusione ad essi, nelle ultime parole di Gendo viene evidenziata la necessità di compiere questa missione.

Perché questa allusione mi ha colpito così tanto? Semplice, perché si parla della Luna. E, ovviamente, immagino avrete già capito a cosa mi sto riferendo: la Base di Tabgha sulla Luna, in Rebuild of Evangelion.

Insomma, come detto ad inizio di questa analisi, voglio precisare nuovamente che si tratta di parallelismi che ho fatto su due piedi e senza soffermarmi sul casino che Yamashita ha creato.

Tuttavia, alcuni di questi elementi che ho messo insieme, richiamano continuamente a scene e/o situazioni ricorrenti proprio nei lungometraggi di casa Khara.

Inoltre, Evangelion: Anima ha ereditato le idee raccolte in Sore o Nasumono: vengono presentate Unità Eva il cui design è liberamente ispirato all’aspetto dei lupi e viene ripresentata la questione riguardante la Super Sincronizzazione Profonda.

Evangelion Wolfpac, unità sviluppata dagli U.S.A. Il pilota designato, in Evangelion: Anima, è Mari.

Spero che la confusa lettura di Sore o Nasumono sia stata di vostro gradimento, ringrazio nuovamente Carl che, dal Canada, ha tradotto dal giapponese all’inglese Sore o Nasumono, aiutandomi in questa (lunga) impresa.

 

 

Comunque la scena del cucciolo che muore in mezzo alle fiamme è struggente.

  • filippo girolamo

    Ma ci sara un altra parte?