Testo integrale dell’episodio 25 di Neon Genesis Evangelion

Ecco a voi il testo integrale dell'episodio 25, la prima parte del gran finale che chiudeva la serie Neon Genesis Evangelion nel lontano 1996.
A breve arriverà anche il testo della ventiseiesima ed ultimissima puntata!

Un immenso grazie ai nostri fan Francesco Lanzeni e Davide Scarati, autori di entrambi i testi.

 

Parte A: inizio.

Scritta:
Raison d’etre, ragion d’essere.

Valida ragione per cui è possibile esistere, è possibile stare qui.

Shinji Ikari, nel di lui caso.

Un ragazzo ha desiderato la propria morte.

Il ragazzo ha realizzato tale desiderio.

L’ultimo Angelo è scomparso.

Però, Shinji Ikari è angosciato.

Perché l’hai ucciso?

Perché l’hai ucciso?

Perché l’hai ucciso?

Perché l’hai ucciso?

Perché l’hai ucciso?

Shinji:
È stato perché non c’era alternativa.

Scritta:
Perché l’hai ucciso?

Shinji:
È stato perché Kaworu… perché lui era un Angelo.

Scritta:
Pur essendo un essere umano proprio come te?

Shinji:
Non è così! Era un Angelo! Era uno dei nostri nemici!

Scritta:
Sebbene fosse un essere umano proprio come te?

Shinji:
Non è così! Non è così! Non è affatto così!

Rei:
Sebbene fosse una persona proprio come lo sono io?

Shinji:
Non è così! Era un Angelo!

Rei:
Per questo l’hai ucciso?

Shinji:
Esatto, se non l’avessi fatto saremmo morti noi, saremmo stati uccisi tutti.

Rei:
Per questo l’hai ucciso?

Shinji:
Non avrei voluto farlo però non avrei potuto fare altrimenti.

Scritta:
Per questo, l’hai ucciso.

Shinji:
Aiuto!

Scritta:
Per questo, l’hai ucciso.

Shinji:
Aiuto!

Scritta:
Per questo, l’hai ucciso.

Shinji:
Aiuto!

Scritta:
Per questo, l’hai ucciso.

Shinji:
Qualcuno mi aiuti!

Scritta:
Per questo, l’hai ucciso.

Shinji:
Ve ne prego, che qualcuno mi aiuti, aiutatemi!

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Shinji:
Proprio così, era Kaworu, era lui che doveva sopravvivere. Lui era una persona molto                                                     migliore di me. Era Kaworu a dover sopravvivere.

Misato:
Non è così. A sopravvivere sono solo coloro che hanno la volontà di vivere, lui ha                                                           desiderato la morte abbandonando la volontà di vivere si era aggrappato a false                                                             speranze. Tu non hai colpa, Shinji.

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Shinji:
Che sia così?

Scritta:
Ansia.

Shinji:
Sarà davvero stato bene così?

Scritta:
Ideocompulsione.

Shinji:
Non capisco, che cosa devo, io che cosa devo fare?

Scritta:
Di cosa hai paura?

Shinji:
Di cosa?

Scritta:
Di cosa hai paura?

Shinji:
Di me stesso.

Scritta:
Di cosa hai paura?

Shinji:
Di essere odiato.

Scritta:
Di cosa hai paura?

Shinji:
Da chi?

Scritta:
Di cosa hai paura?

Shinji:
Chi mai?

Scritta:
Di cosa hai paura?

Shinji:
Si tratta di… di mio padre. Sono stato abbandonato da mio padre. Sono stato odiato.                                                     Cosa posso fare se vengo odiato? Cosa devo fare?

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Shinji:
Che luogo è questo? Dove sono? Dove devo andare? Non c’è nulla di visibile, nulla di                                                   comprensibile. Ah, signorina Misato. Signorina Misato. Mi sente? Dove è andata                                                             signorina Misato? E io? Adesso dove devo andare? Signorina Misato, Asuka, Ayanami,                                                 Touji, Kensuke, signorina Ritsuko, signor Kaji, Papà, Mamma, qualcuno mi parli, mi dica                                               cosa devo fare.

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Shinji:
L’unità Evangelion 01.

Alla fine io non posso, non posso evitare di pilotare, anche uccidendo persone a cui                                                       voglio bene. Facendo quello che papà e tutti gli altri mi dicono di fare significa che devo                                                 salire a bordo e combattere ancora. Mamma dì qualcosa, avanti rispondimi!

Scritta:
Perché piloti l’Eva?

Shinji:
Perché tutti mi dicono di pilotarlo.

Scritta:
Per questo, piloti l’Eva?

Shinji:
Per tutti. Lo faccio per gli altri quindi che male c’è?

Scritta:
Piloti l’Eva per gli altri, per il tuo prossimo?

Shinji:
È proprio così. Non è forse una bella cosa? Non è forse una bellissima cosa? Così in                                                      questo modo tutti mi lodano, tutti si prendono cura di me.

Asuka:
Non è vero! Ma sei stupido? Alla fine non lo fai forse per te stesso? In questo modo non fai che cercare come sempre scuse per te stesso.

Shinji:
È così?

Asuka:
Il tuo stesso pensare di impegnarti per gli altri non rappresenta nient’altro che la                                                             semplicità del tuo modo di vivere.

Shinji:
Che sia così?

Asuka:
In poche parole tu ti senti solo, Shinji.

Shinji:
Che sia così?

Asuka:
È proprio così, la tua è solo dipendenza, nient’altro che un rapporto simbiotico.

Shinji:
Potrebbe essere così?

Asuka:
Non desideri nient’altro che tu stesso desiderato, desiderato dalle altre persone.

Shinji:
Potrebbe essere così?

Asuka:
Non fai nient’altro che attendere di ricevere dalle altre persone la tua felicità, una                                                           felicità fasulla.

Rei:
Lo stesso vale anche per te.

Asuka:
Ah…

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Scritta:
Il 2° personaggio.

Asuka Soryu Langley, nel di lei caso.

Asuka:
Tutt’a un tratto mi trovo a bordo dell’Eva. Mi hanno costretta a bordo. Tanto non si muove questo rottame. No, il rottame sono io. Sono indesiderata, io. Non mi vuole nessuno. Nessuno può volere un pilota di Eva incapace di pilotare.

Rei:
Stai cercando te stessa nelle altre persone?

Asuka:
Silenzio!

Scritta:
Ansia della separazione.

Rei:
Hai paura di restare sola, vero?

Scritta:
Ansia della separazione.

Rei:
Hai paura perché con le altre persone spariresti tu stessa, vero?

Scritta:
Ansia della separazione.

Asuka:
Per questo piloto l’Eva.

Scritta:
Atti affettivi.

Asuka:
Silenzio! Silenzio!

Scritta:
Atti affettivi.

Asuka:
Silenzio! Non ho intenzione di farmelo dire da una bambola come te!

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Scritta:
Il 3° personaggio.

Rei Ayanami, nel di lei caso.

Rei(1):
Chi sono io?

Rei(2):
Rei Ayanami.

Rei:
Chi sei tu?

Scritta:
Rei Ayanami.

Rei(1):
Anche tu sei Rei Ayanami?

Rei(2):
Esatto. Sono l’individuo chiamato Rei Ayanami.

Rei(3):
Siamo tute individui chiamati Rei Ayanami.

Rei(1):
Perché siete tutte me?

Rei(2):
Perché le altre persone chiamano ciascuna di noi tutte Rei Ayanami.

Rei(4):
E tu? Perché possiedi un corpo e un animo fasulli?

Rei(1):
Non sono fasulli perché io sono io.

Rei(3):
No, tu sei una persona la cui anima fasulla è stata creata da un essere umano chiamato Gendo Ikari. Non sei altro che un oggetto fasullo che simula le persone. Guarda, dentro di te c’è un animo buio in cui non vi è nulla di comprensibile, nulla di visibile, non è così? La vera te stessa si trova lì.

Rei(1):
Io sono io, sono diventata me stessa a seguito del tempo sino ad ora trascorso e dei legami intercorsi con le altre persone. A seguito del contatto con le altre persone ha preso forma l’attuale me stessa. Sono il contatto con le altre persone e lo scorrere del tempo a cambiare la forma del mio animo.

Scritta:
“Tali sono legami?”

Rei(1):
Esatto. Ciò che ha creato la Rei Ayanami esistente sino a questo momento, ciò che creerà la me stessa esistente d’ora in avanti.

Scritta:
“Tali sono legami?”

Rei(3):
Però esistono altre vere te stesse, solo che tu le ignori. Solo che poiché non le vuoi vedere le stai inconsciamente rifuggendo.

Scritta:
“Perché hai paura.”

Rei(3):
Perché è possibile che tu non abbia neanche la forma delle persone, perché è possibile che scompaia la te stessa esistente sino ad ora.

Scritta:
“Hai paura.”

Rei(4):
Hai paura di comparire tu stessa. Hai paura di svanire dall’animo delle persone.

Rei(1):
Paura? Non capisco.

Rei(2):
Quando anche quel mondo che è soltanto tuo scompare.

Scritta:
“Hai paura, non è vero?”

Rei(2):
Se tu stessa svanisci.

Scritta:
“Hai paura, non è vero?”

Rei(1):
No, sono felice poiché io voglio morire. Ciò che ambisco è la disperazione. Voglio tornare al nulla.

Rei(2):
Però è impossibile, non puoi tornare al nulla. Quella persona te lo impedisce.

Rei(1):
Ancora me lo impedisce.

Rei(2):
Io sono esistita perché servivo a quella persona.

Rei(1):
Però non più, non sarò più necessaria, io. Sarò abbandonata da quella persona, io. Nonostante desiderassi tanto quel giorno adesso ho paura.

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Gendo:
Avanti. Andiamo. Per oggi, per questo giorno, tu sei esistita, Rei.

Rei:
Sì.

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Scritta:
E poi…

Ha iniziato il perfezionamento dell’uomo.

Venticinquesimo episodio.

Un mondo che finisce.

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Parte A: fine.

25

Parte B: inizio.

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Scritta:
Nuovamente, Shinji Ikari.

Shinji:
Che cos’è questa sensazione? Mi sembra di averla già provata in passato. Sento come la forma del mio corpo svanire. È piacevole. Sento come se mi stessi ingrandendo e espandendo. All’infinito. All’infinito.

Scritta:
Tale è inizio del perfezionamento degli uomini.

Da ciò che gli uomini hanno perduto.

Animi smarriti.

Nel colmare i vuoti di tali animi.

Ha inizio il perfezionamento dell’animo, dell’anima.

Riportando tutto al nulla.

Il perfezionamento degli uomini è cominciato.

Gendo:
Non è così, non si tratta di tornare al nulla. Riportiamo soltanto tutto al principio. Torniamo semplicemente alla madre che questo mondo aveva perduto. Tutti gli animi diventeranno uno e così si avrà la pace eterna. Non si tratta di nient’altro che di questo.

Misato:
Ha lei il progetto per il perfezionamento?

Ritsuko:
Proprio così. Nel nostri animi esistono delle zone vuote, parti smarrite.

Scritta:
Da ciò si genera il patimento dell’ animo.

Da ciò si generano l’ansia e il terrore dell’animo.

Ritsuko:
Gli uomini temono le tenebre dell’animo e cercano pertanto di rifuggirle, di cancellarle riuscendo in tal modo a vivere. Tuttavia fin quando uomini non potremo mai affrancarci.

Misato:
E per questo vorresti unificare gli animi delle persone complementandoli a vicenda senza chiedere loro alcun parere, non c’è alcun bisogno di tanto interessamento, la vostra non è altro che un’intesa di convenienza.

Ritsuko:
Eppure anche tu stessa non desideri nient’altro.

Misato:
Eh…

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Scritta:
CASO 1

Misato:
Dove sono?

Scritta:
Nel caso di Misato Katsuragi (PARTE 1).

Shinji:
Nel mio animo esistente nel suo animo, signorina Misato.

Misato:
Quindi, allo stesso tempo nel mio animo esistente dentro di te, vero Shinji?

Shinji:
Per riuscire a trovare me stesso devo entrare in contatto con diverse e svariate persone. Devo osservare dentro me stesso. Devo osservare la signorina Misato dentro me stesso. Che cosa desidera, signorina Misato?

Scritta:
“Vuoi essere Brava”

Misato piccola:
Io devo essere una brava bambina.

Scritta:
“Perché?”

Misato piccola:
Perché non c’è il papà. Io devo essere una brava bambina e aiutare la mamma. Però non voglio essere come la mamma, perché quando mancava il papà la mamma non faceva che piangere. Non bisogna piangere. Non bisogna attaccarsi. Per questo devo essere una brava bambina. E così farò in modo di non farmi odiare da papà.

Misato:
Però odio mio padre e per questo odio anche i bravi bambini. Già li odiavo e mi sono stancata di mantenermi pulita, di continuare a fingere di essere pulita. Ormai ero stanca, io volevo sporcarmi, volevo vedere me stessa sporcata.

Ritsuko:
Per questo ti sei data all’abbraccio di quell’uomo?

Misato:
Non è così, è stato perché lui mi piaceva, l’ho fatto per questo.

Misato piccola:
Ti piaceva davvero?

Misato:
Sì, certamente. Quella persona mi accettava per quella che ero.

Scritta:
“Davvero?”

Misato:
Lui era gentile!

No! Non mostrate queste scene a Shinji, non voglio!

Kaji:
Ormai non dovresti avere nulla di cui vergognarti, giusto?

Misato:
Mi vergogno.

Misato pensieri:
Perché ti vergogni? Ma se quando ti trovi davanti all’uomo che ti piace ti mostri senza problemi, anzi ne sei perfino felice.

Misato:
No! Smettila!

Misato pensieri:
Ma se in realtà sei felice di mostrare questi momenti a Shinji.

Misato:
Non è vero! Non è così! Non è affatto così!

Misato pensieri:
Chissà? Ma se in verità vorresti mostrarti a tuo padre.

Misato:
Non è così!

Misato pensieri:
Tu cercavi la pace nel sorriso di Kaji.

Misato:
Non è così!

Misato pensieri:
Cercavi la pace nel calore di Kaji.

Misato:
Non è così!

Misato pensieri:
Cercavi tuo padre nell’abbraccio di Kaji.

Misato:
Non è affatto così!

Proprio così, io a quel tempo avevo trovato dentro Kaji mio padre stesso. Per questo fuggii. Fuggii da lui. Avevo paura, era come se fossi con mio padre. Però, in verità, io fuggii perché ero felice, perché quella condizione mi dava piacere. Era un momento incontenibilmente piacevole. Per questo lo detestai. Per questo ci lasciammo.

Kaji:
Beh, questo significa che non esiste una ragione per l’inizio di un amore ma esiste una ragione per la sua fine.

Misato:
Tu sei così gentile, Kaji. Con questa tua gentilezza, ti prego, sporcami, avanti.

Kaji:
Non perché adesso odi te stessa devi necessariamente ferirti, sarebbe soltanto una punizione momentanea e non servirebbe ad altro che ad ingannare te stessa. È meglio fermarsi.

Misato:
E ora mi dirai di avere cura di me stessa, non è vero?

Gli uomini sono tutti così e poi scompaiono nel loro lavoro, nel proprio mondo lasciandomi sola.

Misato piccola:
Proprio come il papà.

Misato:
Non faccio altro che fuggire dalla dolorosa realtà, la dolorosa realtà. Si tratta di me, già, io d'altronde sono proprio così, non potrebbe essere altrimenti.

Shinji:
La smetta signorina Misato!

Misato:
A volte provo pena per me stessa! Mi detesto!

Maya:
Osceno, lei è sporca.

Ritsuko:
Vergognoso.

Asuka:
Ripugnante. Sei indecente. Sarebbero questi i rapporti tra adulti? È disgustoso!

Makoto:
Congratulazioni per la sua promozione, maggiore Katsuragi.

Misato:
A essere apprezzata è la me stessa che finge per farsi apprezzare, non la vera me stessa.

Misato piccola:
Ma se la vera me stessa non fa che piangere.

Misato:
No. Io sono felice.

Scritta:
“Sono felice, io?”

Misato:
Io sono felice.

Scritta:
“Sono felice, io?”

Misato:
Io sono felice.

Scritta:
“Sono felice, io?”

Misato:
Non è così! Questa non è felicità!

Scritta:
“Che cos’è la felicità?”

Misato:
No, questa non è la vera me stessa! Mi sto solo convincendo di esserlo!

Shinji:
In altro modo noi non potremmo riuscire a vivere. Senza stare insieme si prova paura.

Rei:
Si prova ansia.

Ritsuko:
Se non c’è qualcuno che ti dorme accanto.

Asuka:
Hai paura di dormire da sola?

Maya:
E così lei si sente sola dormendo da sola?

Kaji:
Non riesci a resistere allo smarrimento dell’animo.

Makoto:
E per questo va bene chiunque, vero?

Misato:
Non è così!

Misato pensieri:
No, vuoi solo crogiolarti nel facile piacere. Vuoi solo portare sollievo al tuo animo in una momentanea fuga e stai soltanto utilizzando gli uomini per questo.

Misato:
Non è così! Non è così! Non è così!

Scritta:
Alla fine, che cosa vuole, lei?

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Scritta:
CASO 2

Asuka:
Dove sono? Dove mi trovo?

Shinji:
Nel mio animo esistente dentro di te, Asuka.

Asuka:
E quindi questo è anche il mio animo esistente dentro di te, vero Shinji?

Scritta:
Nel caso di Asuka Soryu Langley (PARTE 1).

Shinji:
Che cosa desideri, Asuka?

Asuka piccola:
Io vivrò da sola. Non avrò bisogno né del papà né della mamma. Vivrò da sola. Io non piangerò più.

(Asuka piccola che piange)

Però sto ancora piangendo. Perché sto piangendo?

Madre adottiva:
Mi sento a disagio con quella bambina.

Padre:
E insomma, simili debolezze non sono da te che sei un medico.

Madre adottiva:
Anche i medici sono esseri umani, te lo dissi anche in passato.

Padre:
Comunque una donna come te nei riguardi di una bambina.

Madre adottiva:
È stranamente adulta, nel suo assoluto e deciso rifiuto. A volte mi fa paura. Tu non hai mai provato nulla di simile?

Padre:
No. Ad ogni modo tu sei diventata la madre di Asuka.

Madre adottiva:
Ma prima ancora io sono diventata tua moglie.

Padre:
Contemporaneamente, vorrai dire?

Madre adottiva:
Già, dal punto di vista sociale è così. Però tu non potrai mai smettere di essere il padre di quella bambina, mentre io potrei smettere di esserne la madre in qualsiasi momento.

Padre:
Anche questo è vero.

Asuka piccola:
Smettila mamma! Smettila di smettere di essere la mia mamma! Io sono una brava bambina, una bambina che ti piacerà, per questo non smettere di essere la mia mamma, per questo guardami! Smettila mamma, non uccidermi!

Mamma:
Il tuo papà odia la mamma, non gli serve più, anzi, non gli piaceva sin dall’inizio. Non la voleva sin dall’inizio, sicuramente. Per questo muori insieme alla mamma, d'altronde il papà non ci vuole più.

Asuka piccola:
Io sono un disturbo, sono indesiderata!

Mamma:
Muori insieme a me, avanti.

Asuka piccola:
No! Io non sono la tua bambola, mamma! Penserò da me stessa! Vivrò da me stessa!

Asuka:
Quella volta la mia mamma pendeva dal soffitto. Il suo viso mi sembrò tanto felice. Però, io detestavo tanto quel volto. Non voglio morire. Non voglio neanche lasciare che io scompaia. Non voglio neanche i ragazzi. Non voglio neanche il papà, né la mamma. Io non voglio nessuno! Non c’è nessuno, nessuno che mi protegga, nessuno che mi stia vicino.

Scritta:
Che cosa vuole, lei?

Asuka:
Per questo vivrò da sola. Però non vorrei, è doloroso! Non voglio essere sola! Non voglio essere sola! Non voglio essere sola!

Shinji:
Non abbandonatemi.

Misato:
Non allontanatemi.

Asuka:
Non uccidetemi.

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Shinji:
Che cos’è questo?

Misato:
È il progetto per il perfezionamento dell’essere umano realizzato da tuo padre.

Shinji:
Questo?

Misato:
Pare che tutto ciò ne sia parte.

Asuka:
D'altronde la verità è per noi stessi incomprensibile.

Ritsuko:
Di certo, ora ciò che tu stesso percepisci è la sola dimensione reale.

Rei:
Quella dentro di te.

Fuyutsuki:
E poi, ciò che sarai il suo ricordo diverrà la tua verità.

Ritsuko:
Esistono anche verità che mutano nel tempo.

Shinji:
Questa è la dimensione reale, il risultato finale di tutto, sarebbe questo?

Asuka:
Esistono molte dimensioni reali, questa è una tra quelle.

Misato:
È il risultato che tu hai voluto.

Shinji:
Che io ho voluto?

Rei:
Proprio così, la distruzione, un mondo in cui nessuno è salvato.

Shinji:
Non è così! È solo che nessuno ha salvato me, proprio me.

Ritsuko:
Nessuno ti può salvare.

Kaji:
Questo è ciò che tu hai voluto.

Asuka:
La distruzione, la morte, il ritorno al nulla, sei stato tu stesso a volerlo.

Misato:
Questa è la realtà.

Shinji:
Che cos’è la realtà?

Rei:
È il tuo mondo.

Makoto:
Un mondo tuo proprio comprendente il tempo, lo spazio e le altre persone.

Aoba:
Il tuo mondo proprio che sei tu stesso a decidere come ricevere e come apprezzare.

Maya:
Il tuo mondo che adesso ti è semplicemente dato.

Scritta:
Tale è la realtà.

Misato:
Il tuo mondo con cui nessuno può interferire.

Shinji:
Ovvero un mondo in cui tutto è già stato stabilito, giusto?

Ritsuko:
Non è così, è il mondo che tu decidi.

Fuyutsuki:
Un mondo come il tuo animo decide che sia.

Scritta:
Tale è la realtà.

Rei:
Anche nella volontà di vivere.

Asuka:
Anche nell’animo volto alla morte, tutto come tu stesso hai voluto.

Shinji:
Volete dire che anche questa oscurità, questo mondo incompleto è qualcosa che io stesso ho voluto?

Rei:
Proprio così.

Kaji:
Tu hai voluto un mondo serrato piacevole per te solo.

Makoto:
Per proteggere il tuo animo debole.

Aoba:
Per proteggere il tuo piacere.

Maya:
Questo non è altro che il risultato di tutto ciò.

Misato:
In uno spazio chiuso, in un mondo di te solo non può vivere alcuna altra persona.

Asuka:
Però tu hai desiderato una tale chiusura, la chiusura del mondo che ti circonda.

Ritsuko:
Nel rifuggire ciò che odi hai desiderato un mondo di isolamento nel tuo stesso animo.

Rei:
Tale è il mondo che hai raggiunto nella pace del tuo piccolo animo.

Asuka:
Anche questa forma è una tra le possibili della conclusione.

Misato:
La fine di questo mondo, una fine che tu stesso hai condotto.

Scritta:
E poi, il cammino per il perfezionamento…

Continua…

Parte B:  fine.

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Restate con noi, l'emozione continua!