Evangelion: ANIMA [3 years after]

 

Grazie all’impegno di Kuroi the Black, la traduzione di Evangelion: ANIMA, opera inedita al di fuori del Giappone, fu realizzata per la prima volta in Italia sul nostro vecchio forum.
Ora, è con immenso piacere che ci apprestiamo a riproporre questo progetto mastodontico, contando sul vostro supporto verso la sua realizzazione.

Nuovo materiale verrà pubblicato ogni volta che il caro Ivan riuscirà a completarlo!

INTRODUZIONE: Cos’è Evangelion: ANIMA?

Neon Genesis Evangelion: ANIMA [3 years after] è una Light Novel di Ikuto Yamashita [Lead Mecha Designer per la serie orginiale] pubblicata sulla rivista Dengeki Hobby Magazine dal 2007 al 2013.

La trama di ANIMA si sviluppa come un sequel vero e proprio degli eventi di Neon Genesis Evangelion, ma in una realtà (loop?) differente: in questa versione della storia, Ryoji Kaji riesce a sfuggire ai sicari della SEELE nell’episodio 21’ della serie, e ad informare preventivamente la NERV dell’attacco finale che avviene in End of Evangelion, prima di far perdere le proprie tracce.
Gli eventi antecedenti ad ANIMA sono dunque quelli fino all’episodio 24’ della serie originale, dal momento che, come leggerete fra poco, in seguito alle azioni di Kaji gli avvenimenti degli episodi 25’ e 26’ subiscono un drastico cambiamento. Tre anni dopo, le vite di Shinji, Asuka, Misato e Rei vengono nuovamente sconvolte da una svolta imprevedibile. Ma a questo arriveremo con calma.

Prima di iniziare, una nota personale: ANIMA è un progetto imponente, nonché uno dei pochissimi spin-off di Eva ad essere stato riconosciuto da Anno stesso, che spesso e volentieri, per sua stessa ammissione, non sa nemmeno dell’esistenza di gran parte delle appendici generate negli anni dalla macchina macina-yen della Gainax.
I punti di forza di ANIMA, che mi hanno spinto ad approfondire il tutto, sono un Mecha Design strepitoso e l’impiego, da parte di Yamashita, di numerosissime idee originariamente pensate da lui e da Anno stesso per la serie e poi accantonate.
Tuttavia, bisogna considerare che si tratta pur sempre di una Light Novel, e che pertanto presenta alcuni tratti distintivi classici del genere, come ad esempio una sceneggiatura (molto) fuori dagli schemi e TONNELLATE DI FANSERVICE:

Ma non credo ve ne lamenterete.

Ora vi lascio alla lettura della prima traduzione integrale in lingua italiana del primo capitolo di Evangelion: ANIMA, in esclusiva per Evangelion Italian Fan.
Spero che vi piaccia.
Ci ritroviamo alla fine per alcune considerazioni tecniche su cosa aspettarsi da questo progetto.

 

EVANGELION: ANIMA [3 years after]
CAPITOLO PRIMO – Memories at the Watermelon Field/The Raid of NERV 

31 Dicembre 2015

… A partire da quel momento.

Come risultato delle azioni di Ryoji Kaji, membro della Sezione Investigativa Speciale della NERV, il piano di invasione del quartier generale della NERV ad opera della SEELE subì un’operazione di sabotaggio.
Le vere intenzioni della SEELE furono portate alla luce, e la verità riguardo il Progetto per il Perfezionamento dell’Uomo fu svelata di fronte alle Nazioni Unite ed al governo giapponese, facendo sì che l’attacco delle Forze Speciali di Difesa contro la base della NERV venisse annullato.
Ciononostante, la piaga conosciuta con il nome di SEELE fu tutt’altro che estirpata, e anzi un numero indefinito di spie dell’organizzazione si era infiltrato tanto nel Direttivo delle Nazioni Unite quanto nel governo del Giappone. A causa del caos fomentato all’interno delle due amministrazioni ad opera degli infiltrati della SEELE, le misure di supporto nei confronti della NERV furono rinviate indefinitamente.

Dunque la NERV fu abbandonata a se stessa nella battaglia contro le forze della SEELE.

A condurre l’assalto programmato al quartier generale furono le unità prodotte in massa della Serie degli Evangelion, il culmine del Progetto E. Delle tredici unità previste, le unità successive alla quinta erano state completate presso le varie strutture della NERV dislocate nel mondo. Di fronte all’allarmante possibilità che la Serie degli Eva potesse essere armata con equipaggiamenti anti-Evangelion, tenuti segreti dalla SEELE al resto del mondo, le sorti dello scontro sembravano volgere chiaramente a favore della SEELE.

La differenza di forze era evidente: L’unità Evangelion-00 era andata perduta in seguito al suo drammatico sacrificio durante la guerra contro gli Angeli, ed era ora in fase di ricostruzione; l’unità Evangelion-02 era considerata in stato di non-operatività a causa delle condizioni precarie del suo pilota; le unità Evangelion-03 e 04 erano andate distrutte mesi addietro. Questa situazione portò la NERV a non avere altra scelta che inviare una sola unità Evangelion a fronteggiare la Serie degli Eva.
Vennero così  affrettate le preparazioni per la messa a punto del Modulo di Supporto Sperimentale per il Controllo e la Deviazione dell’AT-Field, il progetto un tempo soppresso ad opera della SEELE, nome in codice: Evangelion Type-F. Il soggetto per l’applicazione del Modulo fu l’unità Evangelion-01.

In queste condizioni disperate, Shinji Ikari e i suoi compagni non poterono fare altro che ingaggiare una strenua difesa del Geofront e delle persone al suo interno.

 

Il campo segnato dalla battaglia
Inizio dell’Estate

Asuka Soryu Langley si accigliò. Il vento le scompigliava i capelli, mentre era intenta a pedalare sulla sua bicicletta rossa scarlatta.
Faceva a gara con il vento per lasciarselo alle spalle, mentre il sole, alto nel cielo, la illuminava serenamente. Il contrasto tra la luce chiara del giorno e la desolazione del panorama, devastato dalla battaglia, era quasi doloroso per gli occhi. Per chilometri, in ogni direzione, non c’erano altro che rovine. Ma una volta, in quel luogo, vi era una foresta che avrebbe risuonato del caotico e quieto rumore della vita.
Le iridi azzurre dei suoi occhi scorsero sulla landa, e con la coda dell’occhio catturarono il rapido flash di un sensore ottico. Una AI, operativa ventiquattro ore al giorno. Il laser che le era impercettibilmente passato sugli occhi l’aveva appena identificata come Second Children.

Asuka sorrise, prendendosi silenziosamente gioco delle procedure di sicurezza del Dipartimento di Difesa, e ritornò alla sua mansione giornaliera: l’importantissima e segretissima missione di “pattugliamento del campo di cocomeri”.
Il suo cipiglio si ripresentò immediatamente non appena scorse in lontananza un certo ragazzo con i capelli legati dietro la nuca. Ogni volta che pensava a lui, una pila insormontabile di quesiti complicati e di ricordi fluttuava sulla superficie della usa mente.

Perché ci tiene tanto a imitare Kaji? Stupido. Ah, ma lo perdonerò… ma perché poi dovrei farlo?

Era già passato un anno da quando Shinji Ikari aveva cominciato ad occuparsi del campo di cocomeri di Kaji.
Non doveva preoccuparsi che qualcuno potesse rovinare il suo lavoro, dal momento che lì, nel luogo dove era avvenuto lo scontro degli Evangelion, i civili si tenevano alla larga, a causa delle numerose voci che circolavano sulla “contaminazione” del sangue degli Eva.

Shinji sollevò il braccio, e il getto d’acqua si fermò mentre il ragazzo volgeva lo sguardo verso le montagne. La violenza dell’uomo e degli Angeli aveva più volte rimodellato i profili rocciosi dei monti. Da dove si trovava, poteva chiaramente distinguere la cupola del Sarcophagus, il luogo un tempo noto come Geofront. All’interno di un campo di forza generato da isolanti ad alta intensità, il Sarcophagus era caratterizzato da un ambiente vuoto quasi del tutto privo di energia. Il tentativo dell’umanità di impedire a quel ‘qualcosa’ al suo interno di risvegliarsi.

Quel giorno, tre anni fa.
Ancora una volta quel pensiero attraversò la mente del ragazzo, che ripercorse i ricordi di quella volta.
Ricordando, ancora una volta… di sicuro, io…

 

Condition: Ultimo [+ 14 minuti]

«Shinji! Calmati! Stai superando il margine di controllo per il deflettore dell’AT-Field!».
Poteva chiaramente sentire Misato gridare, mentre l’interfaccia-pilota faceva lampeggiare un segnale d’allarme davanti ai suoi occhi.

L’unità Evangelion-01 stava correndo tanto veloce da lasciare impresse sugli occhi umani solo delle immagini confuse. Il motore S2 produceva molta più energia di quanta potesse produrne l’unione di quattro sottomarini nucleari. L’emissione d’energia del motore S2 era quasi visibile ad occhio nudo: il metallo dell’armatura risplendeva come di luce propria nel calore sprigionato dalle fenditure della corazza. La sagoma dell’Eva-01 era come avvolta da un vapore incandescente.

Com’era evidente ormai a tutti, l’accumulo di moduli e strutture per controllare gli Eva non aveva portato i risultati sperati. L’equipaggiamento Type-F, costruito dalle mani degli uomini per armare l’essere divino Evangelion, non era efficiente come ci si aspettava. Circa il 20% dell’energia prodotta dal motore S2 andava perduta sottoforma di calore durante il trasferimento. Tanta energia da armare una testata nucleare.
D’altra parte, l’Evangelion stesso sembrava non necessitare più di alcuna forma di sostentamento energetico. Tutta l’energia necessaria veniva prodotta e conservata internamente.

Prima ancora che l’Eva potesse muoversi, correndo ad una velocità di 0.2 secondi per passo, gli alberi ed il terreno sottostanti venivano schiacciati dalla pressione dell’AT-Field. L’equipaggiamento Type-F era un modulo sperimentale per il controllo dell’AT-Field: respingere, controllare o redirezionare l’AT-Field verso uno spazio ristretto definito, come le mani o i piedi dell’unità Eva-01.
Utilizzando l’equipaggiamento Type-F, Shinji era in grado di generare selettivamente l’AT-Field sotto i piedi dell’Eva, evitando di distruggere il terreno ad ogni passo.
Era senz’altro una precauzione necessaria: in questo modo si abbassavano le probabilità che l’Eva 01 potesse distruggere delle strutture al suo passaggio, o che affondasse in un terreno poco stabile.
L’AT-Field ora impediva che il terreno cedesse ad ogni passo sotto il peso dell’Eva, pari a quello di oltre 14.000 carri armati.

L’Eva-01 irruppe sul campo di battaglia ad una velocità di 93 metri al secondo,e lo sguardo di Shinji raggiunse immediatamente la sagoma dell’Evangelion-02, circondato dalla Serie degli Eva sul crinale della collina. Come in un macabro dipinto ad olio, l’unità-02 era stata trafitta dalle pallide repliche della Lancia di Longinus.
Inchiodato al terreno dalle lance, l’unità-02 non poteva rispondere.
Ma Shinji Ikari non ebbe modo di pensarci, un attimo prima di urlare.

«ASUKA!!»

 

Il campo segnato dalla battaglia
Inizio dell’Estate

Shinji venne distolto dai suoi ricordi dall’improvviso stridio degli pneumatici di un fuoristrada 4WD, che sgommavano sollevando un nugolo di polvere, immediatamente seguito da una voce femminile, che richiamò subito la sua attenzione.
«Yuu-huu!».
Voltandosi, poté vedere Misato Katsuragi uscire rapidamente dal veicolo militare. La donna incrociò le braccia davanti al seno voluminoso, studiandolo per un momento.
«Ma che sorpresa! Sei cresciuto ancora in altezza, Shinji? Non si può proprio più dire che tu sia un bambino».

In quei giorni, Misato era impegnata ad aiutare la collaborazione tra la NERV ed il recentemente integrato quartier generale del Dipartimento di Difesa giapponese. Ufficialmente, rivestiva il ruolo di Maggiore Generale per il governo, ma in realtà stava lottando duramente per preservare l’integrità della NERV.

«Mi chiedo che tipo di uomo diventerai con gli anni… Già, non vedo l’ora di scoprirlo».
«Mi sto un po’stancando di sentirla dire “non vedo l’ora”, lo sa?»
«Oh, ma che risposta sagace. Sei proprio cresciuto!»
Non ci fu risposta.
Misato si spostò al fianco di Shinji e seguì il suo sguardo.

«… stai ancora pensando a quel giorno?»

 

Condition: Ultimo [-  50 secondi]

«Tenente Colonnello Katsuragi. I risultati del briefing?», chiese Gendo Ikari.
«I piloti degli Eva e le alte sfere sono stati informati. La simulazione del Progetto per il Perfezionamento dell’Uomo ha lasciato tutti piuttosto atterriti», riportò Misato.
«Incluso anche il governo giapponese…» Gendo si lasciò scappare una breve risata roca.
Era la prima volta che Misato vedeva il Comandante Supremo tanto allegro.
«Dovrò ringraziare Kaji. Nemmeno il governo voleva certo perdere l’individualità, ma se la SEELE li avesse spaventati abbastanza, avrebbero rimandato il loro intervento per paura di una ritorsione da parte della SEELE stessa…»
«Dunque in caso di fallimento ci attende davvero la perdita di ogni individualità fisica?», chiese Misato.
«Sì. Le Unità per il Supporto Mobile sono state approntate?»
«Abbiamo appena terminato il trasferimento dei dati di combattimento e rigenerazione della Serie degli Evangelion nella memoria dei MAGI, insieme alle informazioni pervenuteci sui materiali e sugli equipaggiamenti. Abbiamo inoltre assicurato la sopravvivenza dei computer stessi ricollocandoli in una separata sede dislocata su 82 diversi veicoli armati, in modo che la loro conservazione sia garantita. Il caricamento delle informazioni accessorie e degli equipaggiamenti restrittivi verrà completato entro le prossime nove ore».
Il Comandante Ikari annuì e si volse verso il registratore ufficiale.
«Sono attualmente le ore 2:35. Da questo momento, ti concedo l’autorità assoluta per tutta la durata dell’attacco della SEELE».

«Contatto! Traiettoria parziale calcolata, bombardamento balistico di livello intermedio. Numero stimato di collisioni: 2.024. Ancora 12 secondi alla quarta ondata… I collegamenti con il quartier generale sono saltati, ma il modello di simulazione non prevede danni all’interno del Geofront!»
«Sono passate solo 26 ore dall’inizio del trasferimento di energia. Dannazione, certo che non si sono fatti aspettare!», imprecò Misato, all’interno del veicolo tremolante.
L’automezzo pesantemente blindato sul quale Misato si stava spostando era già a più di 40 km dal Geofront, a l’attacco della SEELE aveva superato le capacità stimate.
«Il modulo di rilevamento è stato distrutto, nonostante l’avessimo corazzato così tanto!».
«La posizione del modulo dev’essere stata rivelata. In Guerra, al giorno d’oggi, se non fai la prima mossa, non puoi sopravvivere», concluse Misato cupamente, «Cos’è successo alle Unità di Supporto Mobile?».
«Sono in condizione di operatività. Ancora 35 secondi alla riattivazione delle comunicazioni tra i veicoli».

Il Geofront era salvo.
Non importava quanto massiccio fosse l’attacco, si trattava comunque di armi dell’uomo, e i muri del Geofront non potevano essere penetrati da nulla, ad eccezione degli Angeli e degli Eva.
«Bene allora…», Misato si stirò un momento, prima di annunciare, con voce ferma: «Per ordine del Comandante Supremo, dichiaro lo stato di Condition Ultimo. Tutte le decisioni strategiche e la supervisione delle unità Eva sono state affidate a me. Trasmettete gli ordini alle Unità di Supporto Mobile non appena il collegamento viene ripristinato».

Il Condition: Ultimo era il codice ufficiale esclusivo di Misato. Dopo la sua entrata in vigore, la rete di informazione MAGI suddivisa negli 82 veicoli corazzati, sparsi in un’area di diverse centinaia di kilometri quadrati, avrebbe iniziato a supportare direttamente le unità Evangelion. Ovviamente, nessuno poteva sapere se questa dislocazione decentralizzata dei MAGI potesse davvero garantire la loro sicurezza.

«Oggetti volanti di grandi dimensioni individuati. in avvicinamento! Identificati come Eva Carrier!».
«E l’equipaggiamento Type-F delle unità 00 e 01?».
«Il collegamento è ancora disattivato, il loro status è sconosciuto. Il lancio dell’unità-01 è previsto tra 470 secondi, quello dell’unità-00 tra 620 secondi. Secondo il modello di simulazione, occorre aggiungere altri 116 secondi per ogni lancio. L’unità 02 è l’unico Eva con un collegamento funzionant… Oh!».
Maya Ibuki, in carica per il monitoraggio delle unità Evangelion, ebbe un sussulto.
«Il tasso di sincronia di Asuka nell’unità-02, attualmente posizionata sul fondo del lago sotterraneo, sta salendo vertiginosamente! Le curve armoniche sono stabili, non si registrano picchi al di fuori del margine regolare. Secondo i livelli stimati, questo non… al momento è al 29%… 38%… 53%…!», la voce di Maya tremò e si affievolì.
«Misato, posso farcela!», esclamò Asuka, «Il nemico è la Serie degli Eva?».
Anche senza guardare l’analisi della condizione mentale, lo si poteva capire dal tono della sua voce. Quella ragazzina arrogante, la stessa che si era immersa nel magma e aveva fatto a pezzi gli Angeli con la sua danza mortale, era tornata.

E tuttavia…

Misato esitò, ma il suo ruolo di comandante sul campo ebbe la meglio sul suo ruolo di tutrice.
«Unità-02, avanzare e attaccare! Unità-00 e 01, trasmettete il vostro status! Dannazione…».
«Tranquilla, li andrò ad accogliere da sola. Sta’ a guardare!».
«Nuovo contatto! in avvicinamento, volo rasoterra! Un momento, il segnale di identificazione IFF è positivo: Sono i velivoli a pilotaggio remoto del Dipartimento di Difesa giapponese! Dieci unità in totale. Collegamento stabilito».
Ciò che i droni stavano trasmettendo era un segnale di rilevamento ad alta velocità. Erano come dei sensori di ultima generazione, intelligenti, mobili e corazzati. Alla fine, il Dipartimento di Difesa aveva deciso di schierarsi con la NERV.
«Beh, restare qui a fissare quei sensori non sarà certo abbastanza. Dalla direzione degli Eva Carrier, si direbbe che vogliano prendere d’assalto il quartier generale con gli Eva…», rifletté Misato, sorridendo con aria di sfida.
Improvvisamente, lo schermo centrale si illuminò di un rosso acceso.
«Unità Eva nemiche, in discesa!»

 

Il campo segnato dalla battaglia
Inizio dell’Estate

Asuka prese il thermos dalla tasca laterale della sua amata bici e fece la sua grande entrata in scena nel campo di cocomeri. Per prima cosa lanciò a Shinji un «Che stai guardando?», sapendo perfettamente che lo sguardo di lui si era fissato sul suo vestito. Poi si rivolse rapidamente a Misato, facendole il saluto militare.
«Maggiore Generale, in merito all’equipaggiamento potenziato sul quale ho fatto rapporto in precedenza, vorrei chiederle il permesso di…»
«Va bene, va bene, basta così! Che cos’è questa storia? Da quando in qua mi chiami “Maggiore Generale”, si può sapere?»
«Siamo permalose, eh? Non lo sai che i ragazzi sanno essere cattivi? Tieni, bevi qualcosa», disse, porgendole il thermos.
«È solo che non mi piace l’idea che una ragazzina diventi più alta di me…», sospirò Misato, rifiutando educatamente. Non riusciva a scrollarsi di dosso la sensazione che quei diciassettenni stessero diventando un tantino troppo grandi. «Ehi, in ogni caso, ottimo lavoro: vedo che anche le tue tette sono cresciute mentre ero via…»
«Ti ho già detto che mi sto stancando di sentirti parlare delle mie tette!»

Pareva che Shinji non fosse l’unico ad essersi stancato dei commenti di Misato.

 

Condition: Ultimo [+ 15 minuti]

«Trasmissione in corso dal network del Dipartimento di Difesa! I droni di rilevamento si sono disposti sul campo di battaglia e hanno iniziato ad inviarci il segnale. Collegamento stabilito… ora! I droni si sposteranno verso…»
«L’unità-01 è entrata in battaglia! Collegamento video con l’unità ripristinato. Conferma visiva: il nemico è la Serie degli Eva!»
Misato afferrò il bordo della console con tanta forza da spezzarsi quasi le unghie. Fissò lo schermo, osservando la scena dagli occhi dell’unità-01.
«Come ho potuto non prevederlo? Come ho potuto non tenere in conto che quelli della SEELE conoscono perfettamente le potenzialità del motore S2?! La rigenerazione è una conseguenza ovvia, abbiamo potuto osservarla in prima persona, ed eravamo già a conoscenza dei loro tentativi di ricreare la Lancia di Longinus… Questa per loro è lo scontro finale. Prototipi o meno, hanno deciso di giocarsi il tutto e per tutto in un’unica mossa…».
Maya osservò ansiosamente lo scoppio d’ira di Misato, attendendo degli ordini.
Misato si accorse dello sguardo di Maya, e il suo ruolo di comandante sul campo la fece parlare con una vena di sarcasmo, mentre dentro di lei montavano sentimenti di irritazione e di colpa.
«Senza una strategia, non ci sono ordini da dare» disse, fuori dai denti, per poi rivolgersi a se stessa: «Non è ancora finita! Avendo nascosto Ayanami e l’unità-00, abbiamo ancora una possibilità. Devo trovare uno spiraglio, non posso permettermi di fallire!»

«… Positivo!!»

La voce di Makoto Hyuga irruppe nell’auricolare di Misato, mentre il monitor di fronte a lei prese a mostrare i dati rilevati dai droni-sensore. «Comandante, la simulazione!»
Misato studiò per un momento il modello di simulazione e sobbalzò.
«I droni del Dipartimento di Difesa hanno scannerizzato la Serie degli Eva in dettaglio da diversi punti del campo di battaglia. Le repliche della Lancia di Longinus sembrano invincibili, ma se non fossero loro a impiegarle… il modello sembra compatibile al protocollo di lancio utilizzato dall’unità-00! Quello impiegato nello scontro con il quindicesimo Angelo!».
«Benissimo! Hyuga, quando sarà tutto finito, ti offrirò una birra! Aoba, mantieni il link con l’unità-01 a tutti i costi. Questo è un ordine!».
«Ci penso io! Non lo lascerò saltare».
Misato osservò il suo staff scattare al lavoro simultaneamente.
«Il modello di simulazione riesce a prevedere gli sviluppi futuri basandosi su sensori, informazioni, configurazioni di sistema… niente male davvero. La SEELE avrà i suoi computer, ma non sono nemmeno lontanamente veloci quanto i nostri», mormorò Misato, ridacchiando tra sé, «Non mi lascerò sfuggire quest’occasione».

La Serie Biologicamente Perfezionata degli Eva contava nove unità in tutto. Il network di supporto di ogni unità Evangelion mostrava in tempo reale ogni cambiamento nell’assetto da battaglia nemico, ma non era in grado di prevederne appieno le intenzioni. In ogni caso, Shinji non aveva tempo di pensare a una cosa simile. Tutto ciò che riusciva a focalizzare nella sua mente era l’immagine dell’unità-02 coperta di sangue. Non riusciva a pensare ad altro che a sfondare le linee nemiche e a salvare Asuka, anche a costo di sacrificare lo 01.
Una sirena d’allarme attraversò l’LCL nell’Entry Plug fino a raggiungere le orecchie di Shinji, mentre un display si apriva di fronte a lui ostruendogli la visuale.

JSSDF/Link23/CAI.Net/: Attenzione! Il Comando Supremo ha approntato un collegamento alla sua unità. L’Input di disconnessione dal link verrà automaticamente disattivato.

«Shinji, il Dipartimento di Difesa ci sta fornendo supporto informatico! Il collegamento causerà una forte distorsione al segnale energetico e visivo, ma a caval donato non si guarda in bocca! Ora ti invieremo il modello predittivo degli schemi di attacco nemici, non lasciarti sfuggire quest’occasione! Se non ti impegni al massimo, è finita!».
Shinji poté avvertire i computer del network di supporto dell’Eva stridere mentre analizzavano i dati inviati dai droni del Dipartimento di Difesa. Ogni ciclo di analisi dei dati rendeva il modello di simulazione sempre più preciso.
Un secondo dopo, un messaggio d’allarme comparve improvvisamente davanti a Shinji, avvertendolo che le unità della Serie degli Eva stavano assumendo una posizione di lancio. Ma con così tanti nemici, il margine di reazione per il pilota era questione di millisecondi…

La Serie degli Eva lo circondò, muovendosi in sincronia perfetta grazie allo spaventoso potere della loro connessione interpsichica. Tuttavia, grazie al segnale di distorsione elettro-ottica lanciato dai droni del Dipartimento di Difesa, i loro sistemi di comunicazione erano disturbati tanto quanto quelli dell’unità-01, impedendo loro di muoversi alla massima velocità.
Shinji lanciò l’Eva-01 in una manovra evasiva, compiendo un ampio movimento all’interno dell’LCL, che venne replicato in scala dall’enorme struttura dell’Eva. L’unità-01 scartò di lato, mentre la materia pallida delle lance sfiorava il profilo metallico della sua testa, accompagnata da una violenta onda d’urto. Per due volte, sentì una tremenda fitta attraverso il collegamento neurale con la pelle dell’Eva.
Una sirena d’allarme risuonò nel centro di comando, mentre la mappa del campo di battaglia mostrava i movimenti di Shinji attraverso le linee nemiche.
Di fronte a lui, ora poteva vedere l’armatura scarlatta dell’unità-02.
«Asuka, stai bene?! La tua situazione…?!».

Shinji aprì un collegamento a corto raggio con lo 02, chiamandola a pieni polmoni. Quello che le rispose fu un familiare urlo di rabbia di Asuka. Stava usando tutta la sua forza di volontà per cercare di riportare lo 02, gravemente danneggiato, di nuovo in piedi.
Ancora una volta un segnale d’allarme balenò davanti a Shinji, e il modulo predittivo segnalò nuovamente un attacco. Le nove unità della Serie degli Eva lo avevano circondato in un istante. Cinque di loro avevano ancora le loro lance, mentre gli altri protendevano le dita bianche, bramosi di fare a pezzi l’unità-01.
«Mi serve più tempo, anche solo un millisecondo!». Shinji pregò che Ayanami fosse salva.
«Ora non è il momento di difendere, è il momento di attaccare!».
Prima che potesse finire di parlare, il suo sistema limbico primitivo, la parte del cervello deputata al basilare atto di uccidere, prese il sopravvento. Lo 01 adottò la posizione di combattimento. Shinji aprì un menu olografico e selezionò con lo sguardo un’opzione, mentre un comando sibilò fuori dalle sue labbra… ma l’input elettromiografico dell’LCL era molto più veloce anche delle parole.
«Motore S2, sblocco totale di tutti i limiti energetici. EPURAZIONE!!».

I piloni corazzati dell’equipaggiamento Type-F detonarono, scoprendo una coppia di amplificatori ad alto voltaggio  sulle spalle scoperte dell’Eva-01. L’AT-Field compresse istantaneamente la piegatura sovra spaziale, creando uno spazio di antifase all’interno del quale gli elettroni rimanevano intrappolati ad una velocità inferiore a quella della luce e assumevano una densità pari a quella dell’acciaio.
Il Motore S2, così come molte altre cose relative agli Eva, operava secondo principi in larga parte sconosciuti, ma nulla di tutto ciò era importante di fronte ad una potenza tanto schiacciante.
Scariche d’energia elettrica nere come l’ebano si scagliarono verso l’esterno, mentre le unità della Serie degli Eva estendevano rapidamente i propri AT-Field. L’energia liberata dal reattore più potente mai creato si abbatté con violenza contro gli scudi invisibili, penetrandoli in un istante e detonando in una incredibile esplosione luminescente, tingendo il campo di battagli di un rosso intenso.
Il 40% dei droni del Dipartimento di Difesa rimasero fulminati l’istante successivo, mentre i sensori ottici della Serie degli Eva esplodevano in un groviglio di fumo, circuiti e sangue.
Gli agglomerati di elettroni ad alta densità attaccarono immediatamente il nemico, senza tregua. Prima, il suono delle esplosioni scomparve improvvisamente. Subito dopo, un lampo di luce accecante avvolse le loro sagome come se avesse avuto consistenza. L’atmosfera tra il luogo dell’esplosione e la Serie degli Eva si ionizzò in un istante, e le cariche positive generarono archi di elettricità che salivano dal terreno fino al cielo, seguendo le traiettorie degli elettroni agglomerati.
Con i sensori inceneriti e i cluster biometrici distrutti, la Serie degli Eva smise di ricevere qualunque informazione dai suoi padroni. Tutte le loro azioni erano ora dettate dai Dummy Plug al loro interno. I vecchi della SEELE erano pur sempre uomini: gli era mancato il coraggio di inviare sul campo degli Eva completamente liberi dal controllo umano.

Ma anche questo sarebbe durato poco. Le straordinarie abilità rigenerative del Motore S2 erano in grado di restaurare in pochi secondi anche gli innesti operati dalla mano dell’uomo. Se la trasmissione dei dati fosse stata ripristinata, la Serie degli Eva avrebbe annientato sia Shinji che Asuka.
Shinji si mosse in una posizione di vantaggio, frapponendosi tra l’unità-02 e le cinque unità della Serie degli Eva che ancora tenevano strette le copie della Lancia di Longinus. La sua ultima risorsa era la Magorox: la spada Magoroku-Exterminate, costruita con una lega iperflessibile, in grado di tagliare facilmente un  avversario in due con un singolo fendente. L’equipaggiamento Type-F comprendeva due diverse versioni della spada, di dimensioni differenti.
Shinji osservò le unità della Serie degli Eva, che stavano rapidamente rigenerando i loro strati superficiali e avevano avviato la riparazione dei circuiti ottici. Strinse l’elsa della Magorox e si preparò all’imminente assalto.

In quell’istante, I sensori dell’unità-01 rilevarono una improvvisa fluttuazione d’energia alla base di una montagna in lontananza. In una frazione di secondo, sette impulsi luminosi attraversarono l’aria, e sette delle unità della Serie degli Eva si immobilizzarono sul posto, come congelate. Shinji non ebbe il tempo di fermarsi e chiedersi cosa fosse successo, perché i rimanenti nemici avevano terminato la rigenerazione del loro collegamento interpsichico, ed avevano processato la situazione ad una velocità indicibilmente superiore alla sua. Si mossero per attaccare.
Uno dei due scattò verso l’unità-02, tentando di raggiungere la lancia conficcata nella sua testa, mentre l’altro scartò di lato e si diresse a velocità folle verso il Geofront. Il primo nemico afferrò la lancia, imbrattata del sangue dell’unità-02, in una mano, e rivolse l’altra in direzione di Shinji, emettendo un potente AT-Field dal palmo della mano. In risposta, Shinji concentrò un AT-Field deflettore nella spalla sinistra dell’unità-01, e si schiantò con tutta la sua forza contro l’AT-Field proiettato dal nemico. Le barriere si scontrarono in un lampo cremisi, e Shinji avanzò di un passo con il piede destro, ruotò il baricentro dell’Eva e abbatté violentemente la Magorox contro il fianco scoperto dell’avversario.

In quel momento inarrestabile, Shinji avvertì il peso della lega di polimeri rinforzata della spada infrangere la fragile superficie dell’esoscheletro dell’Eva nemico, mentre la grottesca testa sorridente del suo bersaglio scivolava verso il basso e si abbatteva sulla foresta sottostante in un’esplosione di sangue.
Shinji sobbalzò, il respiro ancora pesante per l’eccitazione data dall’uccisione, mentre l’unità-01 gli inviava l’analisi delle condizioni delle unità della serie degli Eva che parevano ancora immobili. Nell’istante in cui i loro sistemi di rilevamento in tempo reale avevano captato il bagliore in lontananza, i loro Dummy Plug erano già stati annientati dall’energia ad alta frequenza sparata dalla base della montagna.
Senza più le informazioni né la personalità di Kaworu a guidarle, le unità della Serie degli Eva rimanevano immobili, incapaci di compiere alcun movimento.
«Grazie, Ayanami», Shinji mormorò la sua gratitudine alla ragazza, che si trovava al di fuori del campo di battaglia. La sua unità-00, dotata di equipaggiamento Type-F, aveva ricevuto dettagliatissime informazioni sulla posizione dei nemici tramite le simulazioni del modello predittivo, attraverso il network di supporto fornito dai droni del Dipartimento di Difesa.
Utilizzando l’equipaggiamento Type-F in sincronia con la sua nuova arma, il cannone multifunzionale “Angel’s Spine”, L’unità-00 aveva sparato dei proiettili di energia ad alta intensità permeati del suo stesso AT-Field, perforando il terreno, le montagne ed il cielo, e disintegrando i Plug della Serie degli Eva con un colpo sparato da dietro la linea dell’orizzonte.

Shinji venne strappato alla frenesia del combattimento appena terminato: i sensori dell’unità-01 avevano già iniziato a cercare l’ultima unità nemica rimasta, diretta verso il Geofront. Tuttavia, in direzione del quartier generale, visibile in lontananza, parevano non esserci segni di battaglia. I sensori tentarono di rilevare una qualunque anomalia nella temperatura, nelle radiazioni, persino la più piccola variazione, ma non c’era tempo. Recuperare Asuka dall’unità-02 danneggiata era la priorità.
Attivò in remoto la procedura d’espulsione dell’unità-02, facendo in modo che l’Entry Plug emergesse per metà. Nonostante avesse tentato ripetutamente di riattivare le comunicazioni con lo 02, non vi era stata alcuna risposta. Evitando le fuoriuscite di LCL, Shinji colpì violentemente il pannello d’autenticazione sul fianco del Plug, che lo riconobbe immediatamente tramite l’analisi del DNA, e aprì lo sportello d’emergenza.

 

Il campo segnato dalla battaglia
Inizio dell’Estate

Quel giorno…
Asuka si fece nuovamente pensierosa, mentre osservava il Sarcophagus.
Non l’avevo capito all’inizio, ma Shinji mi aveva salvata… Stavo piangendo, credo. Dopo il controllo medico, passarono tre giorni prima che potessi rivederlo. Mi sono seduta, ho alzato l’indice e ho iniziato a fargli la predica. Credo di aver detto qualcosa tipo: «Sta’ a sentire! Anzitutto sono io l’asso che ha affrontato contemporaneamente tutte e nove le unità della Serie degli Eva. E in secondo luogo, se fossi veramente morta sola e indifesa la gente si sarebbe disperata! Hai capito?»
Ricordandosi del suo comportamento di allora, Asuka trattenne a stento un sorriso.Ero proprio una bambina. Dopo quel giorno Shinji non tentò nemmeno di darsi delle arie. Si comportò come sempre, e anzi iniziò ad allenarsi duramente . Non ha fatto altro per tre anni. Non è forse vero… Shinji?

Asuka gettò un’occhiata a Shinji, che era in piedi poco distante, a per un secondo rimase shockata.
Per un brevissimo istante, il suo profilo si sovrappose con quello di Kaji… l’uomo che tre anni prima si trovava proprio in quello stesso luogo.
Ma che diamine, Shinji? Se solo un bamboccio. Non come il mio Kaji.
Essere critica era l’unico modo che aveva per celare il suo animo a se stessa.

Il vero motivo per cui lo 01 non era in grado di ricevere alcun supporto informatico durante il salvataggio di Asuka non era stata l’assenza di un collegamento con l’unità-02. Per paura di una attuazione del Third Impact, o meglio, del Progetto per il Perfezionamento dell’Uomo, sia la NERV che il Dipartimento di Difesa avevano reindirizzato tutti i sensori e i modelli di simulazione verso un unico obiettivo: il Geofront.
L’ultimo esemplare della Serie degli Eva, che era fuggito dal campo di battaglia, era infatti riuscito a penetrare al suo interno.

Tuttavia, i piani della SEELE non trovarono compimento. Il Geofront, dentro il quale era sparita l’unità sopravvissuta della Serie degli Eva, aveva improvvisamente cessato ogni comunicazione con l’esterno. Tramite l’analisi delle immagini satellitari registrate dal Dipartimento di Difesa, era possibile vedere chiaramente come, dopo l’ingresso dell’Eva nella struttura, essa si fosse istantaneamente circondata di una cupola di energia completamente nera e statica. Individuare o registrare una qualunque attività all’interno della cupola risultò impossibile. Allo stesso tempo, la SEELE scomparve. Si sospettò che le alte sfere dell’organizzazione si fossero date alla fuga o avessero commesso un suicidio programmato, e la cosa gettò ulteriori ombre sulla condizione del Geofront.
Tutto il personale della NERV impiegato all’interno del quartier generale sotto il diretto comando del Comandante Supremo Gendo Ikari rimase confinato all’interno della sfera nera, ed il loro status ufficiale risulta attualmente registrato come KIA [Killed In Action].

 

Tre anni dopo, Shinji e gli altri avanzano verso un domani sconosciuto.

 

 

 

NOTE FINALI

La traduzione del primo capitolo di ANIMA ha portato via una mole di tempo considerevole.
A partire dai numerosi controlli incrociati tra la traduzione inglese (che realizzai insieme ad altre persone oltre un anno fa) e l’originale in giapponese, si tratta di un lavoro di ottimizzazione continuo, di adattamento del registro nipponico (strutturalmente diversissimo da quello della narrativa occidentale) a quello familiare dell’adattamento italiano della serie. Ogni scelta lessicale è stata ponderata per aderire il più possibile ai personaggi che conosciamo.

Ma la vera difficoltà per quanto riguarda ANIMA sta nel reperire il materiale di partenza. Ad oggi, non esiste alcuna traduzione ufficiale della Novel al di fuori di una grossolana ed imprecisa trasposizione in Portoghese (?!) dei primi sette capitoli (comunque introvabile sul web).
L’anno scorso avevo collaborato, a suo tempo, con altri utenti per realizzare una traduzione in inglese del primo capitolo della storia, ma una diffida ufficiale di Yamashita stesso aveva fatto morire il progetto dopo appena due settimane di lavoro.

Questo è il motivo per cui l’unica traduzione integrale di ANIMA sarà quella che avete appena letto. Il resto della storia, è una promessa, ve lo racconterò nel modo più completo ed esaustivo possibile, utilizzando i materiali che io e gli altri utenti dietro la prima traduzione raccogliemmo e rielaborammo con passione.
Sappiate che per me il vostro feedback è importante, in quanto fonte imprescindibile di motivazione.
Non vedo l’ora di sapere le vostre impressioni su questo progetto.

Alla prossima!

 

NEXT:
Recap della prima parte di Evangelion: ANIMA.
Rei multiple! Gente disciolta nell’LCL! Qualcosa di misterioso appare sulla luna!
Anche questa volta l’emozione continua!