La Teoria del Loop


 Soggetto, layout, testi: Sebastian Marcelli
Testi, grafica, revisione:
Ivan Dornetti

 

Non esiste Evafag degno di questo nome che non abbia mai sentito almeno parlare della teoria del Loop.
Come da prassi, tuttavia, i dubbi sono sempre più numerosi delle certezze (e quando mai).
Andremo ora a fare un po’ di chiarezza su ciò che sappiamo, e sul perché quella del Loop sia la teoria più importante (ed interessante) dell’intero universo di Evangelion.

La Teoria del Loop ha avuto origine prima ancora dell’uscita dei Rebuild (quando faceva riferimento soltanto al legame tra la serie animata ed il manga di Sadamoto), ma si è concretizzata solo dopo il rilascio di Evangelion 1.0 – You are (not) alone.
Tra gli appassionati su Evageeks e Reddit iniziò a manifestarsi il dubbio che, vista la mole di riferimenti e differenze più o meno grandi, il primo film del Rebuild potesse non essere un semplice remake graficamente migliorato della serie.
Tuttavia, in mancanza di vere prove schiaccianti, molti pensarono potesse trattarsi di semplici strizzate d’occhio ai fan di lungo corso della saga. Poi le cose cambiarono.
Nel corso degli anni, in seguito all’uscita del secondo e del terzo film del Rebuild, gli indizi a supporto di questa teoria sono aumentati a dismisura, tanto che, all’interno della comunità di Evangelion, si è arrivati a chiedersi non tanto se questa teoria sia effettivamente valida, quanto se, al termin
e della tetralogia, Hideaki Anno sceglierà di confermarla esplicitamente o di lasciarla solo intuire. E la risposta, conoscendo Anno, è tutt’altro che rassicurante.

L’intera questione è riassumibile, in maniera molto pratica, in una sola frase: “I film del Rebuild non sono un remake/reboot della serie, ma un suo seguito. Anzi, un suo Loop“.
Tranquilli, adesso ci arriviamo.

Con Loop si intende la ripetizione temporale degli eventi, partendo da un punto-zero.
Opinione comune è che questo punto-zero sia la fine di End of Evangelion, o meglio, il momento in cui Shinji rifiuta il proseguimento del Progetto per il Perfezionamento dell’Uomo. Il perchè, secondo noi, avvenga questa ripetizione degli eventi è semplice: il Perfezionamento dell’Uomo deve avvenire, a qualunque costo.
Dunque in Evangelion viene ripetuto un ciclo di eventi al fine di compiere il Perfezionamento.
Questi Loop avvengono non per volontà della SEELE, o di Gendo, ma sarebbero voluti da entità superiori: la Prima Razza Ancestrale, o F.A.R. (First Ancestral Race), che mira a generare una nuova specie evolutivamente perfetta al fine di evitare la propria estinzione.

In breve, secondo questa teoria, questi Loop avvengono affinché al termine di uno di essi si attui il Progetto per il Perfezionamento, volto a far compiere all’umanità il salto evoluzionistico da comunità di individui a unico essere dall’animo privo di barriere (AT-Field). Questo, probabilmente, per consentire alla F.A.R. di garantire una propria sopravvivenza sfruttando questa nuova razza perfetta come veicolo per la propria rinascita.
Un approfondimento dettagliato sulla F.A.R. e le teorie circa le origini dei Loop potete trovarla qui, all’interno della nostra Teoria Unificata.

Un’ultima premessa: nonostante la Teoria del Loop sia, appunto, una teoria, la sua importanza nell’universo di Evangelion è tale da far sì che intorno ad essa ruotino una percentuale impressionante di teorie collaterali.
Che scegliate di credere che esista effettivamente un collegamento tra i vari media legati ad Evangelion, o decidiate di considerare il Rebuild solo un’operazione commerciale senz’anima, l’importante è che siate informati riguardo alle implicazioni che questa teoria comporta, perché si tratta di implicazioni enormi.

Una prima distinzione che occorre evidenziare è quella che separe il concetto di sequel da quello di loop.
Nonostante sia opinione comune tra i sostenitori della Teoria del Loop che i fatti di Neon Genesis Evangelion (serie TV) si svolgano “prima” dei fatti del Rebuild, si tratta di un concetto completamente relativo.
Se si presume infatti che il punto-zero che ha dato origine alle varie ripetizioni sia il momento in cui Shinji rifiuta il Perfezionamento in End of Evangelion, va da sé che gli eventi sino a quel punto dovrebbero (almeno in teoria) essersi svolti a priori, ovvero “prima” dell’innesco del loop temporale.

Esistono diverse varianti della Teoria del Loop, ma solo due trovano la maggior parte dei consensi nella comunità di Evangelion:

  • Loop “Canonico”: la linea temporale si riavvia ad oltranza finché il Progetto non si avvera, e questo riavvolgimento forzato provoca delle anomalie, che a loro volta causano le differenze riscontrabili tra gli eventi di un Loop rispetto a quelli di un altro. In altri termini, si tratta di un ciclo infinito sospeso nel tempo;
  • Loop “Multistrato”: prevede che non solo si riavvii la linea temporale, ma anche che dal punto-zero sia creino ulteriori linee temporali che seguono gli stessi eventi in maniera parallela. In altri termini, si tratta di un numero indefinito di linee temporali (o “realtà”) parallele nel tempo.

Ovviamente, una volta avviato il riavvolgimento, il concetto stesso di “prima” e “dopo” non ha più alcuna importanza.
Sia che il tempo si riavvolga su se stesso, sia che il rifiuto del Perfezionamento generi un certo numero di linee temporali parallele, una cosa è certa: gli eventi coesistono nello stesso tempo.

Pertanto, parlare del Rebuild in termini di sequel potrebbe non essere del tutto esatto.

Certo, buttata così una teoria del genere può sembrare campata per aria.
Ma sono proprio le tonnellate di prove a favore a renderla la teoria più importante dell’universo di Evangelion, e a darle una tale verosimiglianza.
In questa prima parte ci preponiamo di analizzare le prove più concrete a favore della teoria.

Il mondo del Rebuild

La prima prova non può che essere la più lampante, quella che, all’uscita di Evangelion 1.0 – You are (not) alone, ha fatto scattare in piedi gli Evafags di tutto il mondo.
Perché già dal primissimo fotogramma del primo film della tetralogia (che nei bei tempi che furono era ancora considerata un semplicissimo remake – beata ingenuità) appare chiaro che qualcosa è cambiato.
La prima scena di Evangelion 1.0, infatti, ci mostra il mare. Un mare rosso sangue.
Come nel finale di The End of Evangelion.

[The End of Evangelion] Il mare tinto di rosso dal sangue di Lilith…

[Evangelion 1.0] … e la primissima inquadratura del Rebuild

La cosa che veramente colpisce è che non ci troviamo davanti ad una scena simile: si tratta letteralmente della stessa sequenza. Persino le animazioni delle onde sono le stesse.
Più avanti, in Evangelion 2.0 – You can (not) advanceci verrà fatto capire che il mare è stato tinto di rosso durante gli eventi del Second Impact.
Il fatto che la prima scena di Evangelion 1.0 sia identica a una delle scene finali di End of Evangelion ha certamente un valore simbolico, ma questa è solo il primo di una marea di rimandi che non possono che far pensare che ci sia sotto qualcosa di molto più grosso.

Proseguendo, sempre nelle prime sequenze di Evangelion 1.0, ci viene mostrata una sagoma tracciata sulla superficie della terra imbrattata di rosso: una figura che ricorda in maniera inquietante la posizione assunta dalle unità della Serie degli Eva (Evaseries) pietrificate al termine di End of Evangelion.

[Evangelion 1.0] L’inquietante sagoma tracciata sulla terra rossa

[End of Evangelion] Gli Evaseries pietrificati al termine del Third Impact.

Il rimando a End of Evangelion è lampante, e resta solo da capire con quale intento sia stato fatto.
Sia che si tratti solo di una semplice citazione, sia che la cosa si dimostri (prima o poi) rilevante ai fini della trama della tetralogia, sta di fatto che il collegamento tra i due film è sicuramente voluto.

Allo stesso modo, è possibile vedere un collegamento in un’altra delle inquadrature iniziali del Rebuild: in una panoramica della città devastata di Neo Tokyo-3 è possibile vedere, sullo sfondo, una nave da guerra sulla terra ferma.

[Evangelion 1.11] Il relitto della nave nel bel mezzo di Neo Tokyo-3

Questo dettaglio potrebbe essere un rimando al combattimento, ovviamente sempre in End of Evangelion, tra Asuka a bordo dell’Eva-02 e l’esercito delle Nazioni Unite: quando l’unità-02 emerge dal lago, infatti, alcune navi vengono rovesciate sulla terraferma, e nella sequenza successiva Asuka scaglia persino una di esse contro i suoi assalitori.

[End of Evangelion] Asuka si fa scudo di una delle navi da guerra delle Nazioni Unite

Ma la cosa veramente interessante è che la carcassa della nave non fosse presente nella release cinematografica di Evangelion 1.0 – You are (not) alone, ma sia stata aggiunta solamente per la versione home-video di Evangelion 1.11.
Una tale attenzione per l’aggiunta di un dettaglio così apparentemente insignificante non può che gettare ulteriori domande sulla questione.

Per concludere, almeno su questo argomento, merita menzione un altro elemento dell’universo del Rebuild che sembra strizzare l’occhio a quanto avvenuto durante il Third Impact di End of Evangelion: la Luna.
In End of Evangelion, quando Shinji rifiuta il Perfezionamento, il collo di Lilith/Rei si squarcia, gettando uno zampillo di sangue che imbratta la superficie della Luna, che in Evangelion 1.0 è…

… insomma, c’è davvero bisogno di dirlo?

[End of Evangelion] Il sangue di Lilith zampilla verso la superficie lunare

[Evangelion 2.0] – La Luna macchiata da una scia di sangue

Ennesima citazione o collegamento che sia, la questione inizia a diventare sospetta.

Anche perché è proprio sulla Luna che compare, nel Rebuild, quello che potremmo certamente definire come il personaggio più criptico dell’intero universo di Evangelion: Kaworu Nagisa.
E quello che ha da dire è davvero interessante.
Da far venire i brividi.

Le parole di Kaworu

Nel Rebuild il personaggio di Kaworu è davvero speciale: sembra saperla molto più lunga di chiunque altro, al punto tale da aver fatto nascere l’ipotesi che Kaworu sia immune al riavvolgimento temporale. O che, in alternativa, abbia coscienza di tutte le linee temporali parallele generatesi dal loop.
Ma procediamo con calma.

In Evangelion 1.0, Kaworu si sveglia all’interno di una bara sulla Luna e ha una breve conversazione con uno dei monoliti della SEELE:

Kaworu: “Lo so. Il ragazzo laggiù si è appena svegliato ed è appena entrato nella fase di sintesi, giusto?”
Seele 01: “Esatto. I versi delle Pergamene del Mar Morto sono entrate nel novero delle leggi. Il momento è vicino”
Kaworu: “È ancora il terzo. Tu non cambi mai. Non vedo l’ora di incontrarti, Shinji Ikari.”

[Evangelion 1.0] Le bare sulla Luna e il risveglio di Kaworu

Questa conversazione ha un’importanza fondamentale per due motivi.
Anzitutto, le parole di Kaworu, seppur criptiche, si riallacciano perfettamente al discorso del loop temporale: Stando alle sue parole, non solo Kaworu sembra conoscere l’identità di Shinji, al punto da poter intuire senza problemi che si tratti ancora del Third Children, ma sembra in possesso di questa informazione senza averlo mai incontrato di persona. Questo apre le porte a milioni di interrogativi su come questo sia possibile.

Inoltre, è davvero interessante constatare che, di bare simili a quella da cui è appena uscito, ce ne sono altre, aperte o chiuse a seconda che si trovino prima o dopo la sua.
Viene spontaneo chiedersi cosa contenessero (e contengano) le restanti bare.
E se la risposta fosse… altri Kaworu da altri loop temporali?

Mettete un attimo gli isterismi in pausa, il bello deve ancora arrivare.

Nella scena post-credit di Evangelion 2.0, Kaworu discende dalla Luna a bordo dell’Evangelion Mk.06, ferma il Risveglio dell’unità-01 trafiggendola con la sua lancia, e pronuncia queste parole:

Kaworu: “Forza, l’ora promessa è ormai giunta, Shinji Ikari! Almeno questa volta riuscirò a renderti felice”

[Evangelion 2.0] Kaworu discende dalla Luna sull’Eva Mk.06

Come se tutto questo non fosse già abbastanza, è con Evangelion 3.0 – You can (not) redo che le cose entrano in tutt’altra prospettiva.

Quando Kaworu e Shinji suonano insieme il pianoforte, le parole del ragazzo contengono un messaggio sorprendentemente cristallino:

Shinji: “Mi piacerebbe saper suonare meglio!”
Kaworu: “Non è affatto necessario. Quello che conta, è produrre suoni gradevoli”
Shinji: “Allora vorrei produrre suoni più gradevoli! Cosa dovrei fare?”
Kaworu: “Occorre esercitarsi di continuo. Ripeti più volte lo stesso pezzo finché non senti che il risultato ti soddisfa. Non ci sono alternative”

[Evangelion 3.0] Kawotu parla a Shinji di cicli e ripetizioni

Ciò che Kaworu dice sembra diretto allo spettatore tanto quanto a Shinji. Un indizio, forse, ma anche un forte messaggio: considerando come Evangelion ci ha abituati da sempre ad un significato intrinseco a più ampio respiro, viene naturale pensare che le parole del ragazzo si riferiscano a qualcosa di diverso dalla sola esecuzione al pianoforte.

Kaworu torna poi a riferirsi alla sua natura:

Shinji: “Sei davvero grande, Nagisa. Sai fare un sacco di cose!”
Kaworu: “È solo questione di conoscenze. Ho semplicemente trascorso su questa Terra più tempo di te”.

Successivamente, quando Shinji estrae le Lance nel Terminal Dogma:

Kaworu: “Io, il Primo Angelo, mai mi sarei aspettato di essere declassato allo stato di Tredicesimo Angelo. Significa, dunque, che l’inizio coincide con la fine

E poi ancora, quando il Fourth Impact viene arrestato e Kaworu sceglie di sacrificarsi:

Shinji: Kaworu, rispondi: che cosa devo fare?”
Kaworu
: “Anche se spariranno le anime, i desideri e le maledizioni sopravviveranno. le volontà si spargeranno come informazioni nel mondo, e lo cambieranno. Un giorno finiranno col riscrivere se stesse. Scusami, so bene che questa non era la felicità a cui aspiravi. […] Shinji, forse un giorno troverai la serenità, e un luogo a cui appartenere. I tuoi affetti ti mostreranno la strada. Coraggio, non fare quell’espressione… ci rivedremo, Shinji

Le ultime parole di Kaworu non sono solamente un doloroso commiato, ma rivelano ulteriori importanti dettagli sulla natura ciclica della storia di Evangelion.
Un ciclo a cui, pare, Kaworu stesso non è sottoposto, in quanto sembra non solo ricordare gli avvenimenti dei loop passati, ma è anche certo che gli eventi siano destinati a ripetersi nuovamente.

[Evangelion 3.0] Gli ultimi, strazianti momenti prima del sacrificio di Kaworu

Ad ulteriore conferma di tutto questo, dobbiamo ricordare che Anno ha una meticolosità maniacale anche nella formazione del cast.
Il doppiatore di Kaworu, Akira Ishida, ha rivelato, in occasione dell’uscita di Evangelion 3.0, di aver ricevuto delle direttive molto specifiche da Anno in persona, e addirittura di essere stato a conoscenza degli eventi del terzo film del Rebuild da molto prima che Evangelion 3.0 vedesse la luce.
In un’intervista contenuta nel program book del film, Ishida afferma che:

“Sapevo che il mondo sarebbe stato differente, questa volta, e mi preoccupavo per come renderlo tale attraverso il mio avvicinarmi a Shinji. E’ stato un ostacolo davvero ostico. Ho pensato a come superarlo sin dal principio. Come sarebbe stato Kaworu Nagisa, dopo aver accumulato parecchi cicli del suo passato? […] Non importa quante volte si ricominci, finisce sempre nello stesso modo. Sarebbe dovuto essere diverso, in questo ciclo, ma si sono ripetuti sempre gli stessi errori”

Provando a tirare le somme:

  • Kaworu sembra essere consapevole della natura ciclica dell’universo, intrappolato nel loop, ma senza esserne affetto: sembra ricordare i loop precedenti ed essere consapevole che la storia è destinata a ripetersi;
  • A differenza di Gendo e della SEELE, che sembrano operare sulla base delle informazioni contenute nelle Pergamene del Mar Morto, pare che Kaworu abbia dei ricordi propri dei loop temporali;
  • Il legame tra lui e Shinji rimane indissolubile, al punto che sembra voler sfruttare la sua consapevolezza del loop per far sì che Shinji possa finalmente trovare la felicità;
  • In merito alle differenze tra un loop e l’altro, Kaworu lascia intuire che la volontà dell’uomo, al termine di ogni riavvolgimento, lasci un’impronta sul suo essere nel loop successivo: i cambiamenti negli eventi nascono dalle esperienze inconsce che l’anima conserva e imprime ad ogni nuovo ciclo; in questo modo, per quanto la storia possa ricominciare uguale a se stessa, nulla vieta che possa evolversi diversamente a causa degli animi delle persone.

Dunque Kaworu continua, nonostante la propria consapevolezza, ad agire per indirizzare gli eventi verso una conclusione differente. Pur già sapendo che alla fine dovrà sacrificarsi, il ragazzo agisce, e si fa nuovamente carico della sofferenza di Shinji, con la speranza (o la certezza?) di poterlo incontrare nuovamente, per donargli finalmente la serenità che desidera.

La volontà di Hideaki Anno

Nel settembre 2006, in occasione dell’annuncio di Evangelion: Nuova Versione Cinematografica, Hideaki Anno ha scritto e rilasciato un suo personale messaggio di presentazione del Rebuild of Evangelion.
Oltre a ribadire la più importante finalità dell’opera di Evangelion, ovvero l’affermazione dell’interazione con il prossimo, Anno pone brevemente l’accento su di un particolare aspetto:

Eva è una storia che si ripete.
È la storia di un protagonista che affronta continuamente esperienze dolorose, ma ciononostante tenta di rialzarsi. È la storia di un atto di volontà.
Il tentativo di avanzare, di andare avanti, anche se solo di un passo

Le parole del creatore di Evangelion vanno ad incastrarsi alla perfezione con quanto letto ed osservato finora.
Nonostante sia davvero improbabile che le nostre domande si trasformino un giorno in certezze, non si può certo rimanere impassibili di fronte ad una tale complessità strutturale.

Una cosa è certa: definire il Rebuild un semplice remake è pressoché impossibile.
Il che non può che farci sperare in una futura quadratura del cerchio.

Oltre alle prove maggiori, i film del Rebuild sono disseminati di un’infinità di rimandi, citazioni e dettagli minori (ma non per questo meno importanti) che vanno ad arricchire e a fortificare le basi della Teoria del Loop.
Andiamo ora ad analizzare i più importanti.

Groundwork of Evangelion

Una delle pubblicazioni più interessanti legate all’universo di Evangelion è la raccolta di volumi Groundwork of Evangelion: una collezione di disegni preparatori, storyboard, schizzi e materiali di produzione.
Oltre ai volumi dedicati alla serie ed a End of Evangelion, sono stati pubblicati negli ultimi anni anche i materiali relativi ai film del Rebuild.
Attraverso queste fonti possiamo venire a conoscenza di numerosi dettagli “nascosti” sulla realizzazione della nuova versione cinematografica.
Più nel dettaglio:

  • Dopo la battaglia con il Quarto Angelo, Shinji ha per la prima volta il suo “sogno” ricorrente a bordo del vagone del treno, e sente la voce di Rei chiamarlo per nome. Va notato che a questo punto della storia, Shinji non ha ancora interagito abbastanza con Rei perchè questo possa avvenire. Al termine dell’esperienza, ha una fugace (ed inquietante) visione del volto distorto di Rei.
    La breve sequenza riprende un’apparizione pressoché identica della stessa immagine di Rei nella serie, quando Shinji effettua un test di attivazione dell’unità-00. Il viso distorto di Rei ricompare anche durante l’episodio 25.
    La particolarità è che, tanto nel Groundwork dell’episodio 25 quanto in quello di Evangelion 1.0, la presenza viene segnalata nello storyboard come Rei I.
    In altri termini, la Rei che Shinji “avverte” in Evangelion 1.0 è la stessa Rei degli episodi 14 e 25.

Rei I [Evangelion 1.0] e Rei I [Episodio 14] a confronto

  • Al termine di Evangelion 1.0 ci viene mostrato per la prima volta l’Eva Mk.06 in costruzione nella Base di Tabgha. La cosa interessante è che, nei disegni preparatori, l’unità in questione è indicata come “EVA-01“.
    Inoltre, la base di Tabgha non viene indicata come sito di “assemblaggio“, ma di “estrazione” per il Mk.06.
    La teoria preponderante, in questo ambito, afferma che l’Eva Mk.06 potrebbe essere un clone dell’Eva-01, o ancor più probabilmente… un clone di Lilith.
    Merita menzione il fatto che il nome “Tabgha” fa riferimento al luogo all’episodio biblico della moltiplicazione dei pani e dei pesci, che potrebbe costituire un’importante allusione al processo di clonazione… e, non a caso, pare proprio che la Base sia stata costruita in prossimità della gigantesca striscia di sangue ipoteticamente lasciata da Lilith sulla superficie lunare.
    Per chi avesse dei dubbi, sì, il sangue contiene materiale genetico.
    E quella maschera, secondo noi, non è stata messa lì a caso.

[Groundwork of Evangelion 1.0] Il processo di estrazione dell’Eva Mk.06, con indosso la maschera di Lilith

La musica nel Rebuild

In Evangelion i riferimenti alla componente musicale si sprecano, ma nel Rebuild assumono anche una valenza simbolica molto importante.
La mole di dettagli interessanti che emerge da un’analisi più attenta ha dell’incredibile:

  • Il lettore di musicassette di Shinji, l’S-Dat, ha già di per sé un valore simbolico piuttosto rilevante, dal momento che potrebbe simboleggiare perfettamente riavvolgimento e ripetizione dei brani così come degli eventi, ma c’è di più: nel corso della serie, l’S-Dat riproduceva ossessivamente le due tracce presenti, la 25 e la 26, e così faceva anche in Evangelion 1.0. Tuttavia, con l’entrata in scena di Mari in Evangelion 2.0, l’S-Dat inizia a riprodurre una misteriosa traccia 27. Ciò starebbe a simboleggiare lo sconvolgimento rispetto al loop precedente che Mari (personaggio mai apparso nella serie) porta con la sua apparizione.
    Successivamente, l’S-Dat viene riparato da Kaworu in Evangelion 3.0, e inizia a riprodurre una nuova traccia 28.
    Che l’S-Dat simboleggi il cambiamento degli eventi rispetto alla staticità della vita di Shinji?

Le quattro tracce riprodotte dall’S-Dat nella serie e nei tre film del Rebuild

  • Nella colonna sonora ufficiale della serie, le tracce dedicate a Rei portano i titoli di “Rei I“, “Rei II” e “Rei III“.
    In quella di Evangelion 1.0, le tracce corrispondenti ai riarrangiamenti dei primi due brani sono invece intitolate “Rei Opus-IV” e “Rei Opus-V“.
    Per essere un rimando, l’idea di continuità la esprime piuttosto bene.
  • All’inizio di Evangelion 2.0, Mari canta una simpatica (?) canzoncina mentre pilota il prototipo dell’Evangelion-05.
    Si tratta della canzone I 365 passi di Marzo, scritta nel 1968 da Kiyoko Suizenji.
    Nonostante si tratti di un brano molto semplice, è difficile che sia stato scelto a caso.
    Il testo è, diciamocelo, piuttosto allusivo all’intera questione del loop temporale:

“La felicità da sola non arriva
passo dopo passo noi raggiungeremo lei.
Un passo ogni giorno, tre passi in tre giorni
dopo tre in avanti vai indietro di altri due!

E, per concludere, una menzione speciale va certamente ai titoli originali della tetralogia del Rebuild.
I primi tre film, infatti, fanno riferimento alla struttura della musica tradizionale nipponica, la Jo-Ha-Kyu (序-破-急), che si compone di “preludio” (), “rottura” () e “accelerazione” ().
Infatti i titoli originali dei film originali sono:

  • ヱヴァンゲリヲン新劇場版:序 (Evangelion Nuova Versione Cinematografica: Preludio)

  • ヱヴァンゲリヲン新劇場版:破 (Evangelion Nuova Versione Cinematografica: Sviluppo)

  • ヱヴァンゲリヲン新劇場版:急/Q (Evangelion Nuova Versione Cinematografica: Climax)

Ma il vero capolavoro dell’ambivalenza è senza ombra di dubbio il titolo di lavorazione di Evangelion: Final.

Shin Evangelion Versione Cinematografica :||

In cui il simbolo al termine del titolo rappresenta un segno proprio della semiotica musicale.
Questo titolo è quanto di più criptico potessimo trovarci davanti: il fatto che il simbolo rappresentativo sia preceduto dai due punti (come negli altri film del Rebuild) implica due possibili interpretazioni:

  • Se si considerano i due punti come un segno di punteggiatura, avremo il simbolo ||
    Sugli spartiti esso sta ad indicare la fine di un movimento o di un brano. Se questa lettura si rivelasse corretta, significherebbe che ci troviamo finalmente di fronte all’atto finale della saga di Evangelion. Tuttavia…
  • Se si considerano i due punti come parte integrante del simbolo stesso, ci troveremmo davanti il segno :||
    In musica questo simbolo significa, molto eloquentemente, la fine ripetizione, e sta ad indicare “termina il brano, torna indietro e ricomincia a suonare da ||: “.
    Questo vorrebbe dire che la conclusione del Rebuild coinciderebbe con l’inizio di qualcos’altro…
    Forse una nuova ripetizione?

Until You come to me

Lo scorso autunno, nell’ambito del Japan Anima(tor) Expo organizzato dallo Studio Khara, è stato rilasciato un corto animato dal titolo Until You come to me, che mostra quella che a tutti gli effetti sembrerebbe una prosecuzione degli eventi di Evangelion 3.0.
Il corto in questione, nonostante la sua canonicità sia ancora da definire, contiene alcuni interessantissimi indizi a favore della Teoria del Loop, ma soprattutto è la prima occasione in cui la teoria viene apertamente suggerita  dall’accostamento di immagini e tematiche.

In Until You come to me vengono per la prima volta mostrati insieme elementi di serie e Rebuild.

La portata di questo corto è senza precedenti proprio per via dell’assenza di filtri: le allusioni al collegamento tra i vari media di Evangelion sono evidentissime.
Per un’analisi più approfondita del corto, dei collegamenti tra serie, manga, novel e Rebuild e di tutti i riferimenti in esso contenuti, vi invitiamo a leggere la nostra analisi scena-per-scena.

 

 

 

La Teoria del Loop sembra troppo bella per essere vera.
Negli ultimi anni ha generato discussioni, infiammato gli animi e stimolato tra le più intriganti teorie mai generate su Evangelion. Il suo unico difetto, con tutta probabilità, è quello di poter essere solamente una teoria.
Nonostante le prove a suo favore possano essere innumerevoli, fino a quando non arriverà una (piuttosto improbabile) conferma ufficiale, continueremo a muoverci nel campo dell’ipotesi.

Quella del loop è una teoria affascinante, complessa, e ha soprattutto il grande pregio di contribuire a valorizzare l’universo di Evangelion andando ad unire tutti i media che lo compongono in un intricato mosaico di significati.
Il Rebuild, in particolare, alla luce della Teoria del Loop sviluppa tutta una nuova gamma di sfaccettature, guadagnandosi un posto spesso negatogli nel cuore di molti fan.

Quello che avete appena letto nasce da anni di analisi e rielaborazioni dell’intera comunità di Evangelion, e propone una visione non universale, ma sicuramente degna di menzione.
Ognuno ha la libertà di credere a ciò che desidera.

La mossa finale spetta comunque a voi.

 

 

  • Marocco2

    Non è meglio rappresentare queste ciclicità, invece delle circonferenze, come delle spirali o ancora meglio dei losodromi? Ritengo che queste 2 curve rappresentino meglio l’andamento dell’universo di Evangelion

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  • Giorgio Bartolini

    Più che una teoria, avendo visto i vari rebuild tendo a credere che sia più una conferma. Ma questa ovviamente è una mia deduzione con le prove fornite nei vari rebuild. Oltre tutto le prove a sostegno di ciò sono troppe e fin troppo evidenti ed allusive in tale direzione.

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  • Matteo “Gaareth” Guercio

    Questa teoria in altre parole servirebbe a dare un senso alla catastrofica(finora e a mio personalissimo avviso) tetralogia dei film, che senza di essa sarebbero una semplice “tamarrata” da animufag senza un briciolo dell’anima originale di Evangelion. Che dire, riponiamo la nostra fiducia nel maestro Anno per una futura conferma e che Adam sia con noi.

    • ANDREA NESTORE

      di catastrofico non ci sta nulla! Sono stati un enorme successo i rebuild, posso capire che non sono introspettivi come la serie del 95 ma addirittura definirla catastrofica direi che stai alquanto esagerando poi il manga (di Sadamoto) e il manga re take, la serie e i rebuild sono un’unica storia, pertanto non devi pensarli separatamente ma come un unico arco narrativo a loop dove il manga di sadamoto è il 1 loop, la serie il terzultimo, i rebuild 1-2 sono il penultimo loop ed infine i rebuild 3.0 e 3.0+1.0 sono il loop finale